La Nuova Sardegna

Rubano i pc dei bimbi malati di covid

di Giovanni Bua
Rubano i pc dei bimbi malati di covid

Sassari, spariti computer per l’istruzione a distanza nell’istituto di via Gorizia

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SASSARI. Una finestra forzata, durante le feste natalizie. La solita razzia nelle classi, solo quelle del piano terra, forse perché disturbati. L’amara sorpresa del personale Ata, alla riapertura della scuola, il 4 gennaio. Che trovano gli armadietti spaccati, e i personal computer portati via. Quelli collegati alle Lim, le lavagne elettroniche, che servono a trasformare in interattive le lezioni dei bimbi delle elementari. Ma soprattutto permettono ai più sfortunati di loro di fare didattica a distanza anche se sono bloccati in casa dal “mostriciattolo”, quell’orrendo Covid che da mesi gli sta rubando baci, abbracci e sorrisi,

Tutto a Sassari, nelle scuole elementari di via Gorizia. Con il dirigente dell’istituto comprensivo Maurizio Tognoni che sconsolato commenta. «É come quando ti entrano i ladri in casa. Ti dà una sensazione orrenda di spazio violato, che va oltre il semplice danno economico, e che ti rimane dentro per settimane. Se poi ci sono di mezzo i bambini tutto questo diventa insopportabile».

«La cosa peggiore – continua il dirigente – è che, chi fa questo genere di furti, ha dei minimi vantaggi a fronte di un danno enorme che genera. Interrompendo la didattica interattiva nelle classi, e, soprattutto in questo periodo, quella a distanza. Il sottile filo che in questa emergenza drammatica tiene legati insieme i bambini e la scuola. Confidiamo – chiude Maurizio Tognoni – nel lavoro delle forze dell’ordine. E speriamo che i nostri pc vengano recuperati. Purtroppo non è la prima volta che i ladri entrano nella nostra scuola. Anche se ci auguriamo che sia l’ultima».

E le speranze del dirigente dell’istituto comprensivo Pertini-Biasi potrebbero trasformarsi in realtà. A indagare sull’odioso furto si sono infatti messi immediatamente i carabinieri della compagnia di Sassari, che sembrano avere imboccato la pista giusta nelle indagini. Con il cerchio intorno agli autori del furto che si sta stringendo di ora in ora.

La speranza è di recuperare la refurtiva, quei computer che per i ladri valgono poche decine di euro, ma che la scuola avrebbe invece enormi difficoltà a ricomprare.

E la cui assenza ruberebbe ai nostri bambini un altro pezzo di meritata normalità.

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