Boeddu: «Un altro schiaffo all’isola»
Il leader della Filt Cgil contesta il bando per singole tratte. «Serve una gara unica»
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OLBIA. Delusione e grande preoccupazione. Sono questi sentimenti che si respirano sulle banchine del porto di Olbia e che il segretario generale Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu fa propri. La preoccupazione è data dal fatto che ad avviso del leader sindacale «le tratte Genova-Olbia e Livorno–Cagliari - escluse dal regime della continuatà territoriale - non si possono e non si potranno reggere senza un intervento di compensazione economica.
«Non si comprendono le ragioni – spiega Boeddu – che hanno spinto l’Autorità di regolazione dei trasporti ad assumere questa decisione. Sicuramente ci sarà un risparmio in favore delle casse statali ma, nel contempo non viene affatto garantita continuità e frequenza sulle due tratte per l’isola poichè tali tratte verranno esercite solo ed esclusivamente nei giorni in cui l’armatore di turno le valuterà profittevoli. I sardi, a breve si troveranno invece a dover fare i conti con la realtà, ovvero con frequenze che verranno meno poiché non sufficientemente remunerative».
«Purtroppo – continua il leader della Filt Cgil – i problemi sui trasporti marittimi non finiscono con la liberalizzazione del 40% delle tratte precedentemente in convenzione. Infatti, si sta delineando una continuità territoriale marittima per singole tratte fin da subito osteggiata dal sindacato per due semplici motivi. Il primo è che alcune tratte potrebbero andare deserte e quindi ci sarebbe un pesantissimo vuoto sui trasporti via mare. Il secondo, di pari importanza, è legato ai problemi occupazionali. Infatti, mettere a gara i collegamenti in continuità marittima per singola tratta, oltre a consentire la partecipazione al bando anche ad armatori privi della necessaria capacità imprenditoriale, potrebbe non dare alcuna certezza sul mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito fino ad ora espressi».
Per quest’ultima ragione, il responsabile della Cgil dei trasporti della Sardegna ha già chiesto più volte un incontro con la Regione in maniera da avere la certezza che nel bando di gara che sarà predisposto non si dimentichi di apporre la clausola sociale «ovvero quelle poche righe che darebbero certezza di continuità lavorativa per le migliaia di marittimi che operano sulle navi traghetto».
(r.r.)
«Non si comprendono le ragioni – spiega Boeddu – che hanno spinto l’Autorità di regolazione dei trasporti ad assumere questa decisione. Sicuramente ci sarà un risparmio in favore delle casse statali ma, nel contempo non viene affatto garantita continuità e frequenza sulle due tratte per l’isola poichè tali tratte verranno esercite solo ed esclusivamente nei giorni in cui l’armatore di turno le valuterà profittevoli. I sardi, a breve si troveranno invece a dover fare i conti con la realtà, ovvero con frequenze che verranno meno poiché non sufficientemente remunerative».
«Purtroppo – continua il leader della Filt Cgil – i problemi sui trasporti marittimi non finiscono con la liberalizzazione del 40% delle tratte precedentemente in convenzione. Infatti, si sta delineando una continuità territoriale marittima per singole tratte fin da subito osteggiata dal sindacato per due semplici motivi. Il primo è che alcune tratte potrebbero andare deserte e quindi ci sarebbe un pesantissimo vuoto sui trasporti via mare. Il secondo, di pari importanza, è legato ai problemi occupazionali. Infatti, mettere a gara i collegamenti in continuità marittima per singola tratta, oltre a consentire la partecipazione al bando anche ad armatori privi della necessaria capacità imprenditoriale, potrebbe non dare alcuna certezza sul mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito fino ad ora espressi».
Per quest’ultima ragione, il responsabile della Cgil dei trasporti della Sardegna ha già chiesto più volte un incontro con la Regione in maniera da avere la certezza che nel bando di gara che sarà predisposto non si dimentichi di apporre la clausola sociale «ovvero quelle poche righe che darebbero certezza di continuità lavorativa per le migliaia di marittimi che operano sulle navi traghetto».
(r.r.)
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