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Domani licei aperti in sole tre regioni

Domani licei aperti in sole tre regioni

Scuole secondarie in presenza in Valle d’Aosta, Toscana e Abruzzo

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[FIRMA&LUOGO]di Domenico Palesse

<MC>ROMA

[TESTO]Per l'Italia sarà un ritorno in classe a macchia di leopardo, con gran parte delle regioni che hanno deciso di affidarsi, per quanto riguarda le superiori, ancora alla didattica a distanza ed altre, appena tre, che rispetteranno invece le indicazioni del governo e sono pronte ad accogliere gli studenti delle superiori già da domani. Nel frattempo non accennano a placarsi le polemiche di professori e ragazzi che chiedono il rientro mentre la Cisl ha invitato il governo a pianificare al più presto un piano vaccinale per il personale della scuola, in modo da poter rientrare tutti il prima possibile. Domani, dunque, i portoni delle scuole secondarie di secondo grado si apriranno soltanto in Valle d'Aosta, Toscana e Abruzzo che hanno rispettivamente un indice di diffusione del contagio inferiore all'1, ad eccezione della Valle d'Aosta che è all'1,07 ma al terzo giorno consecutivo senza vittime da Covid. Il trend generale tra i governatori, però, resta quello di mantenere chiusi gli istituti preferendo, per il momento, continuare le lezioni a distanza. E così ieri anche la Basilicata, ultima in ordine di tempo, ha deciso di sospendere le lezioni in presenza almeno fino all'1 febbraio, così come precedentemente avevano fatto Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Veneto, Calabria e Sicilia. Didattica a distanza fino al 18 gennaio, invece, in Lazio, Liguria, Molise, Piemonte e Puglia. Una settimana dopo, il 25 gennaio, potrebbero tornare in classe gli studenti di Campania, Emilia-Romagna, Lombardia e Umbria. Tutto, però, dipenderà dai dati epidemiologici e dai monitoraggi che seguiranno nelle prossime settimane, soprattutto dopo la ventilata nuova stretta del governo che prevederebbe zone rosse automatiche se l'incidenza settimanale dei casi fosse superiore a 250 ogni 100mila abitanti. Intanto continua la mobilitazione di studenti e professori che chiedono maggiore chiarezza da parte del governo. Ieri nella centralissima piazza Unità a Trieste, sono scesi in piazza rappresentanti del comitato «Priorità alla scuola» per lanciare un appello all'immediata apertura di tutte le scuole con il contestuale potenziamento delle misure di prevenzione e protezione. Tra cui, appunto, anche il vaccino.

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