Caccia batte Covid: per Solinas è di pubblica utilità

Il governatore autorizza gli spostamenti: "le doppiette hanno una funzione di controllo e prevenzione sulla peste suina e gli incidenti stradali"

SASSARI. Tutti a casa, tranne chi svolge un lavoro di pubblica utilità. Come i medici ma anche i cacciatori: è questo il senso dell’ordinanza firmata dal governatore Christian Solinas, resa pubblica sabato sera alle 22.21 e immediatamente operativa. Giusto in tempo per la giornata di caccia domenicale di ieri, durante la quale le doppiette hanno potuto sparare liberamente in tutto il territorio regionale, spostandosi da un comune all’altro nonostante le restrizioni Covid previste per i giorni arancione.

Da oggi non servirà più, visto che la Sardegna sarà di nuovo gialla, ma in ogni caso l’ordinanza resta in vigore sino al 15 gennaio. E stabilisce che i cacciatori sono autorizzati a muoversi anche nelle giornate in cui alla maggior parte dei cittadini è vietato se non per validi e comprovati motivi (lavoro, salute, rientro alla propria residenza e domicilio). Una decisione che soddisfa la Lega: era stato proprio il coordinatore regionale e deputato Eugenio Zoffili, poche ore prima che venisse emessa l’ordinanza, a invitare il governatore ad andare incontro ai cacciatori sottolineando “il servizio di pubblica utilità”.

Chiesto e fatto: con l’ordinanza 2 del 9 gennaio la Regione ha superato le regole stabilite nell’ultimo decreto del governo che indica le regole da seguire nei giorni gialli, arancioni e rossi in virtù della “fondamentale funzione dell’attività venatoria per la prevenzione e per il controllo sanitario della diffusione della peste suina africana, nonché della diffusione del virus della sindrome emorragica virale – si legge nelle premesse dell’ordinanza – oltre che per scongiurare gravi danni all’agricoltura e prevenire gli incidenti stradali”.

Per questo motivo, considerato che “la Regione Sardegna ha competenza primaria in materia di caccia” e che “l’attività venatoria si svolge in Sardegna nel territorio regionale libero alla caccia e nelle zone autogestite per l’esercizio della caccia e che, pertanto, non può essere svolta all’interno dei singoli confini comunali”, i cacciatori sono autorizzati a spostarsi ma resta inteso che i partecipanti alle battute dovranno rispettare le regole imposte dall’emergenza sanitaria. In primo luogo il distanziamento, la sanificazione delle mani e l’utilizzo delle mascherine. Per questo gli spostamenti potranno svolgersi “con mezzi propri” e con a bordo “non più di due persone conviventi munite di dispositivi di protezione”. Gli assembramenti dovranno essere sempre evitati ma, assicura la Regione, è autorizzato anche il pranzo a patto che si consumi all’aperto.
 

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