La Nuova Sardegna

Mamma hai sofferto tanto: sono fiera di te

di Sara Puddu

Questa è la storia di una donna che ha combattuto e combatte contro un male silenzioso: l’endometriosi. Purtroppo, sentiamo parlare poco di questo problema, eppure circa il 10% delle donne in età...

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Questa è la storia di una donna che ha combattuto e combatte contro un male silenzioso: l’endometriosi. Purtroppo, sentiamo parlare poco di questo problema, eppure circa il 10% delle donne in età fertile ne soffre. Questa malattia colpisce i genitali femminili e consiste nella presenza dell’endometrio in parti dove non ci dovrebbe essere, ossia al di fuori dell’utero. Le cause non sono ancora ben chiare, eppure ci sono alcune teorie a riguardo. L’endometriosi può creare delle complicanze come la formazione di cisti endometriosiche o delle aderenze, questo può portare alla sterilità e aumentare il rischio del tumore alle ovaie. È esattamente ciò che è successo alla giovane donna della nostra storia. Tutto è iniziato quando aveva circa 15 anni, con le prime mestruazioni, molto dolorose da subito. Inizialmente si pensò che fosse normale, ma nel giro di poco tempo la sua vita cambiò radicalmente. Una notte si sentì male e svenne, fu portata di urgenza in ospedale e operata per una grave emorragia interna. La sua convalescenza durò una ventina di giorni e le venne data una cura che funzionò per circa un anno, dopodiché il problema si ripresentò in maniera più grave. Nell’arco della sua vita subì 9 interventi, l’ultimo dei quali nel 2017. Questo fu il più pericoloso perché le cisti erano aggrappate ad altri organi. Le 8 ore che passò in sala operatoria furono molto angoscianti per la famiglia. Quando finalmente l’operazione terminò il medico fu rassicurante: era andato tutto bene. La situazione sembrava essere stabile, poi nel bel mezzo della notte il marito ricevette una telefonata dall’ospedale che sconvolse tutti: sua moglie sarebbe dovuta essere rioperata per una complicanza molto grave, gli era stato lacerato l’intestino ed era entrata in setticemia durante l’intervento precedente e nessuno aveva detto niente. Fortunatamente riuscirono a salvarla ma la sua vita era appesa un filo. Nei giorni successivi riusciva a malamente a parlare, quasi non riconosceva la sua famiglia, i medici dissero che avrebbe avuto dei problemi permanenti, e così fu. Rimase in ospedale per mesi durante i quali i familiari ogni giorno le davano speranza e sostegno. Quando tornò a casa, suo marito e sua figlia le curavano le ferite, come gli era stato fatto vedere dai medici, e ogni giovedì la portavano al controllo settimanale. Dopo tanto tempo guarì e riprese in mano la sua vita, malgrado non sia più come prima. Questo percorso l’ha limitata in molte cose, soprattutto in ambito lavorativo, lei è una Oss ma è costretta a rifiutare alcuni lavori perché non è in grado di fare troppi sforzi. Oggi questa donna ha 46 anni e vive la sua vita intensamente, è sempre sorridente e affronta i problemi con grinta. Lei è mia madre e io sono fiera di ciò che è.

* Sara studia all’Itc Satta 2 di Nuoro

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