al lavoro
Ritocchi al Recovery, sprint ristori
Il 20 le Camere voteranno lo scostamento di bilancio necessario
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[LUOGO]ROMA
[TESTO]Mettere al riparo dalla crisi di governo i nuovi, indispensabili, aiuti all'economia, ancora vessata dalla stretta anti-Covid: nel mezzo del caos politico, messo in sicurezza il Recovery Plan italiano soggetto ora solo agli ultimi ritocchi, gli uffici continuano a lavorare per mettere a punto il nuovo decreto Ristori in tempi brevi, entro la fine di gennaio, che potrà essere varato, però, solo dopo il via libera alla richiesta di un nuovo scostamento. Le Camere si sono già preparate e hanno fissato per il 20 gennaio la finestra per il voto di nuovo extradeficit per almeno un punto e mezzo di Pil, circa 25 miliardi che però già in molti chiedono di spingere almeno fino a 30. Lo schema ipotizzato fin qui prevede infatti già per oggi un Consiglio dei ministri per preparare la richiesta, che si potrebbe tenere nonostante le dimissioni delle ministre di Italia Viva, se il resto del governo resterà pienamente in carica almeno per qualche altro giorno. Matteo Renzi, peraltro, annunciando il passo indietro della sua pattuglia di governo ha comunque garantito il voto del suo partito sia allo scostamento sia alle misure per contenere l'epidemia, compresi i ristori. Quindi a prescindere dall'esito della crisi non dovrebbe mancare in Parlamento la maggioranza assoluta richiesta per la revisione degli obiettivi di deficit e debito. Nel frattempo il ministro Roberto Gualtieri sta terminando il lavoro sul Recovery Plan, per rispondere alle ulteriori richieste di «parziali modifiche» da parte di alcuni ministri. Il menu del nuovo decreto Ristori intanto si va consolidando, anche se più passano i giorni più si allunga la lista delle richieste dei ministeri: ci saranno altri 5 miliardi per la Cig in deroga ma Catalfo già chiede più fondi anche per l'anno bianco per gli autonomi, arriveranno i ristori con i nuovi criteri su base semestrale, ma Azzolina chiede anche ristori formativi per la scuola, mentre i ristoratori protestano e si preparano ad aprire per cena venerdì sera e il mondo dello sci è allo stremo e le Regioni chiedono 4-5 miliardi. Che non potranno arrivare subito, però, se il premier dovesse invece dimettersi già nelle prossime ore.
[TESTO]Mettere al riparo dalla crisi di governo i nuovi, indispensabili, aiuti all'economia, ancora vessata dalla stretta anti-Covid: nel mezzo del caos politico, messo in sicurezza il Recovery Plan italiano soggetto ora solo agli ultimi ritocchi, gli uffici continuano a lavorare per mettere a punto il nuovo decreto Ristori in tempi brevi, entro la fine di gennaio, che potrà essere varato, però, solo dopo il via libera alla richiesta di un nuovo scostamento. Le Camere si sono già preparate e hanno fissato per il 20 gennaio la finestra per il voto di nuovo extradeficit per almeno un punto e mezzo di Pil, circa 25 miliardi che però già in molti chiedono di spingere almeno fino a 30. Lo schema ipotizzato fin qui prevede infatti già per oggi un Consiglio dei ministri per preparare la richiesta, che si potrebbe tenere nonostante le dimissioni delle ministre di Italia Viva, se il resto del governo resterà pienamente in carica almeno per qualche altro giorno. Matteo Renzi, peraltro, annunciando il passo indietro della sua pattuglia di governo ha comunque garantito il voto del suo partito sia allo scostamento sia alle misure per contenere l'epidemia, compresi i ristori. Quindi a prescindere dall'esito della crisi non dovrebbe mancare in Parlamento la maggioranza assoluta richiesta per la revisione degli obiettivi di deficit e debito. Nel frattempo il ministro Roberto Gualtieri sta terminando il lavoro sul Recovery Plan, per rispondere alle ulteriori richieste di «parziali modifiche» da parte di alcuni ministri. Il menu del nuovo decreto Ristori intanto si va consolidando, anche se più passano i giorni più si allunga la lista delle richieste dei ministeri: ci saranno altri 5 miliardi per la Cig in deroga ma Catalfo già chiede più fondi anche per l'anno bianco per gli autonomi, arriveranno i ristori con i nuovi criteri su base semestrale, ma Azzolina chiede anche ristori formativi per la scuola, mentre i ristoratori protestano e si preparano ad aprire per cena venerdì sera e il mondo dello sci è allo stremo e le Regioni chiedono 4-5 miliardi. Che non potranno arrivare subito, però, se il premier dovesse invece dimettersi già nelle prossime ore.
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