La Nuova Sardegna

L’emozione a settembre nel rivedere compagni  e professori, nel rivivere la nostra quotidianità Uno spiraglio di luce prima del nuovo stop 

Torniamo in aula: della scuola mi manca tutto, anche il profumo

di Sarah Sini*
Torniamo in aula: della scuola mi manca tutto, anche il profumo

Non avrei mai pensato di dirlo ma “mi manca andare a scuola”: questa è una frase che ripeto in continuazione. Purtroppo questa pandemia ci ha portato via molte cose, soprattutto la nostra...

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Non avrei mai pensato di dirlo ma “mi manca andare a scuola”: questa è una frase che ripeto in continuazione. Purtroppo questa pandemia ci ha portato via molte cose, soprattutto la nostra quotidianità e anche la cosa più odiata dagli adolescenti, la scuola, è cambiata. Oltre ad essere stati obbligati a cambiare stile di vita e a modernizzarci così in fretta, anche la scuola ha subito cambiamenti. Quello che mi manca maggiormente in questa situazione è l’interazione, sia con i compagni che con gli insegnanti, perché in classe anche con un solo sorriso potevi trasmettere tanti sentimenti e stati d’animo che davanti a un computer non puoi percepire o fare arrivare agli altri. Anche se vedi l’altra persona attraverso una telecamera non sarà mai come vederla dal vivo. Durante la prima quarantena il “doversi abituare” così in fretta è stato strano, un po' come tutte le situazioni nuove.Inizialmente non sai come agire, ma come tutte le cose ormai è diventata un’abitudine. Rimanere cinque ore davanti a un computer non è proprio l’idea che ci viene in mente quando pensiamo alla scuola. La didattica a distanza non potrà mai avere lo stesso valore di una lezione in presenza, ma alla fine se si continua a lavorare e a seguire la lezione non si dovrebbe avere una grande difficoltà. Il metodo di apprendimento è diverso ma se riesci a far prevalere lo stimolo di dare il meglio di te e apprendere, mosso soprattutto dalla curiosità, riesci a vedere anche aspetti positivi.

Poi a settembre abbiamo visto uno spiraglio di luce. Quando ci è stato permesso di rientrare a scuola ero emozionata come se fosse il mio primo giorno, abbiamo potuto rivivere quella quotidianità che per tanti mesi ci era mancata. Il pensiero del rientro dopo tanto tempo mi ha fatto girare e rigirare nel letto, aprire gli occhi ogni ora per controllare la sveglia, non volevo fare tardi. Penso che anche ad altri studenti sia successo lo stesso. Il piacere di essere di nuovo in classe con i compagni è stato fantastico, ritornare alla routine quotidiana scandita dal suono della campanella, chiedere «ora chi c’è?» rivolgendomi alla mia compagna assorta nel riporre il libro e prendere il quaderno per l’ora successiva. Sarà strano ma mi mancava anche il profumo che ha la scuola. Si! Il profumo, quando si sfoglia un libro, si apre un quaderno, si prende una matita dall’astuccio, se si sta attenti tutto ciò ha un odore caratteristico, delicato, buono, strano. Mi mancava anche quello. Anche se era diverso presentarsi a scuola con la mascherina, avere i banchi divisi, sanificare le mani con frequenza, non creare capannelli perché è vietato. Ma andava bene lo stesso, perché ero a scuola con i miei compagni, con i professori e con la mia vita che riprendeva ad essere uguale a quella lasciata il giorno in cui ci bloccarono causa virus. Quella vita che ora mi manca tanto.

*Sarah studia al liceo Scienze Umane Enrico Fermi di Alghero



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