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Centrodestra: sì allo sviluppo L’opposizione: legge selvaggia

Centrodestra: sì allo sviluppo L’opposizione: legge selvaggia

L’assessore Sanna: «Abbiamo mantenuto le promesse, è una giornata di gioia» Ganau, capogruppo Pd: «Il piano sarà bocciato a Roma, avremo la rivincita» 

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CAGLIARI. Lo scontro fra maggioranza e opposizioni è stato furioso fino all’ultimo secondo. Poi quando su tabellone del Consiglio regionale è apparso il risultato finale – 31 voti a favore, 19 contrari – l’assessore all’urbanistica Quirico Sanna ha commentato: «È una giornata gioiosa e felice. Ai sardi avevamo promesso più libertà anche nell’edilizia, rispetto ai no ideologici del centrosinistra, e siamo stati di parola. Sì, oggi sono felice». Il centrodestra ha vinto la partita, com’era scontato, anche se forse non era proprio questo il Piano casa che avrebbe voluto. Ristretto nei contenuti dopo lo stop del governatore Solinas alle costruzioni nei 300 dal mare e centrifugato più volte in oltre 140 ore di dibattito, alla fine qualcuno degli alleati s’è dovuto accontentare. Di certo, nel momento della conta decisiva, la maggioranza – anche questo era scontato – s’è ricompattata all’indomani del doppio incidente di percorso, quando all’improvviso era finita sotto. La strigliata notturna del governatore è servita, anche se poi qualcuno della coalizione c’è rimasto male per l’assenza di Solinas al momento dell’ultimo voto: «Peccato, con suo intervento per noi sarebbe stata un’apoteosi». Di contro il primo commento delle opposizioni è stato: «È una legge selvaggia dall’inizio alla fine e non avrà lunga vita. Il Governo la impugnerà per evitare che sulla Sardegna si abbatta una colata di cemento».

Il centrodestra. «È un buon inizio per rilanciare lo sviluppo con una legge giusta ed equilibrata», sono state le parole in aula di Giuseppe Talanas, Forza Italia, presidente della commissione urbanistica. Con il sostegno anche di Emanuele Cera: «Basta soprattutto con l’etichetta che da questa parte ci sono i cementificatori e dall’altra gli ambientalisti». Anche se poco dopo il loro capogruppo, Angelo Cocciu, dirà: «Mi sarei aspettato più coraggio, ma non lamentiamoci». Per Franco Mura e Fausto Piga, Fdi, comunque la svolta c’è stata: «Usciamo dal tunnel del negazionismo in cui per troppi anni i sardi sono stati cacciati dal centrosinistra». Come? «Con 21 articoli in perfetto equilibrio fra ’ambiente e sviluppo», ha aggiunto Dario Giagoni della Lega. Tant’è che Antonello Peru, Udc-Cambiamo, ha detto tutto d’un fiato: «È una legge per le famiglie, non a favore degli speculatori come qualcuno vuol far credere». Il prossimo passo – hanno annunciato Franco Mula e Giovanni Satta del Psd’Az – sarà quello di «rivedere al più presto il Piano paesaggistico, è del 2006, e approvare una legge urbanistica dopo 25 anni di altrui false promesse». A puntellare ciascuno dei 21 articoli ci ha pensato Aldo Salaris, Riformatori: «L’ambiente ritornerà a essere un’occasione di sviluppo e sarà uno sviluppo lecito». Fuori dal coro, nonostante anche lui abbia votato a favore, Giorgio Oppi, leader dell’Udc: «Siamo onesti, questo Piano casa non è eccellente. Avrei preferito più attenzione per gli interessi generali, mentre sono troppi quelli personali di cui è infarcita. Ma con senso di responsabilità, la faremo comunque passare».

Le opposizioni. Pd, Leu, M5s e Progressisti hanno perso la guerra: non avevano abbastanza voti per ribaltare il risultato. Solo con un voto segreto, appoggiati da sette franchi tiratori, sono riusciti a incidere, impedendo nuove costruzioni davanti a lagune e stagni. «La rivincita – ha commentato Gian Franco Ganau, capogruppo del Pd – sarà fra qualche mese, quando il Governo boccerà un Piano casa incostituzionale dall’inizio alla fine». Quel giorno – ha aggiunto Valter Piscedda, sempre del Pd, «lo scempio sarà fermato e saranno i sardi, non più il centrodestra, gioire». Ma nel frattempo – sono state le parole di Francesco Agus, Antonio Piu, Maria Laura Orrù, Laura Caddeo e Massimo Zedda dei Progressisti – «sarà il caos con un’infinità di cause e interpretazioni che finiranno per schiacciare gli uffici comunali e disorientare i cittadini. Altro che certezza del diritto, il centrodestra ha approvato un’accozzaglia di bestialità». Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas, Desirè Manca e Michele Ciusa, M5s, hanno rincarato la dose: «È una legge fuorilegge. Avete trasformato una proroga in un attacco spudorato all’ambiente». Eugenio Lai, Leu, ha chiuso con questa sentenza: «Ad avvantaggiarsi saranno solo gli speculatori e i furbi del quartierino. Non i sardi». (ua)

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