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La battaglia perduta dai pisani e la farina cotta dal sole

La battaglia perduta dai pisani e la farina cotta dal sole

La fainè, in realta, non è nata neanche a Genova. Come succede spesso nella storia la nascita del piatto a base di farinata di ceci è casuale e risale all'agosto del 1248 quando la flotta della...

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La fainè, in realta, non è nata neanche a Genova. Come succede spesso nella storia la nascita del piatto a base di farinata di ceci è casuale e risale all'agosto del 1248 quando la flotta della Repubblica marinara pisana che navigava intorno allo scoglio della Meloria, di fronte al Porto Pisano, venne intercettata e distrutta dalla flotta genovese. Fu una battaglia cruenta e tragica, che segnò la fine della Repubblica marinara pisana. Delle circa cento galee pisane ne furono distrutte 33, I morti furono 5mila e i prigionieri pisani circa 9 mila.

I pisani vennero tenuti sugli scogli per giorni al sole e senza mangiare (anche perché rifiutavano la brodaglia che offrivano loro i genovesi). La farina di ceci che trasportavano le navi pisane insieme ai barili di olio, finì in gran parte sugli scogli tanto da formare una poltiglia che cotta da sole e condita col sale del mare non dispiacque ai prigionieri pisani. Anche i genovesi furono curiosi e assaggiarono quella poltiglia. E tornati a casa la riproposero, ma cotta in forno, dopo aver aggiustato le dosi della ricetta: farina di ceci, olio e sale.

E da allora è diventato un cibo povero diffuso prima a Genova e in Liguria e poi a Pisa, Livorno, Viareggio ma anche Firenze col nome di farinata, cecina, fainè o fainà. Solo a Sassari la fainè è diventato un cibo identitario. (p.p.)

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