Piano casa, a marzo il verdetto
Il Governo dovrà decidere se impugnare o meno la legge. Le reazioni di ambientalisti e costruttori
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CAGLIARI. Il fuoco di sbarramento è cominciato. Approvato dal centrodestra, il Piano casa è finito seduta stante nel mirino di ambientalisti e sindacati. Ma anche degli albergatori che, seppure soddisfatti per i bonus ricevuti, non hanno gradito le maglie troppo larghe concesse alle seconde case fino a denunciare: «Purtroppo la loro concorrenza sleale sarà ancora più forte». Poi i costruttori: avrebbero preferito un Piano più coraggioso, ma «nel complesso è un buon testo». Anche se poi a essere decisivo fra qualche mese, forse prima di marzo, sarà il ricorso o meno da parte del Governo.
Gli ambientalisti. Per il Gruppo d’intervento giuridico «la rinuncia da parte del centrodestra degli incrementi volumetrici nei 300 metri dal mare è solo una foglia di fico». Perché, letto con attenzione, «il testo contiene troppo norme, pasticciate e confuse che assegnano enormi premi alle strutture ricettive oltre i 300 metri dal mare, e poi autorizzano anche un’infinità di costruzioni nelle aree agricole, un’assurda compravendita di crediti edilizi e l’uso dei seminterrati come abitazioni». La conclusione di Grig è: «Siamo di fronte a una scempia-coste e faremo di tutto perché sia impugnata finisca alla Corte costituzionale».
I sindacati. È severo anche il giudizio della Cgil: «Il Consiglio ha approvato un pasticcio organizzato e compiuto con metodi autoritari, senza alcun confronto con la società e incentrato sulla vecchia logica del rapporto tra volumetrie e sviluppo». Secondo il segretario regionale Michele Carrus, «i 21 articoli rispondono solo ai desiderata di alcuni gruppi portatori d’interessi privati e speculativi, e quindi questa legge non darà alcun impulso allo sviluppo. Mentre, in attesa delle mosse del Governo, genererà solo caos e incertezze».
I costruttori. «Valutiamo con moderata soddisfazione – fanno sapere dalla Confindustria – una legge che è soprattutto di carattere edilizio e quindi ci aspettiamo presto una vera legge urbanistica». Poi: «Oltre la fascia dei 300 metri, gli incrementi concessi agli alberghi e alle case consentiranno buoni progetti di riqualificazione senza consumo di suolo». È evidente, invece, la delusione per la conferma del blocco nella fascia super protetta: «Avevamo accolto con molto favore la possibilità d’intervenire nei 300 metri per restituire competitività alle strutture turistiche. Poi c’è stato un passo indietro, ma alla fine meglio questo Piano che nulla».
I partiti. Per il Pd «quello che doveva essere un Piano per rilanciare l’edilizia e il turismo s’è trasformato in un via libera alla cementificazione». Opposto il giudizio di Forza Italia: «Abbiamo restituito ai sardi un indispensabile punto di equilibrio tra difesa del patrimonio paesaggistico e le esigenze di famiglie e imprese». Secondo Energie per l’Italia «ora serve una legge urbanistica moderna ed efficace».
Gli ambientalisti. Per il Gruppo d’intervento giuridico «la rinuncia da parte del centrodestra degli incrementi volumetrici nei 300 metri dal mare è solo una foglia di fico». Perché, letto con attenzione, «il testo contiene troppo norme, pasticciate e confuse che assegnano enormi premi alle strutture ricettive oltre i 300 metri dal mare, e poi autorizzano anche un’infinità di costruzioni nelle aree agricole, un’assurda compravendita di crediti edilizi e l’uso dei seminterrati come abitazioni». La conclusione di Grig è: «Siamo di fronte a una scempia-coste e faremo di tutto perché sia impugnata finisca alla Corte costituzionale».
I sindacati. È severo anche il giudizio della Cgil: «Il Consiglio ha approvato un pasticcio organizzato e compiuto con metodi autoritari, senza alcun confronto con la società e incentrato sulla vecchia logica del rapporto tra volumetrie e sviluppo». Secondo il segretario regionale Michele Carrus, «i 21 articoli rispondono solo ai desiderata di alcuni gruppi portatori d’interessi privati e speculativi, e quindi questa legge non darà alcun impulso allo sviluppo. Mentre, in attesa delle mosse del Governo, genererà solo caos e incertezze».
I costruttori. «Valutiamo con moderata soddisfazione – fanno sapere dalla Confindustria – una legge che è soprattutto di carattere edilizio e quindi ci aspettiamo presto una vera legge urbanistica». Poi: «Oltre la fascia dei 300 metri, gli incrementi concessi agli alberghi e alle case consentiranno buoni progetti di riqualificazione senza consumo di suolo». È evidente, invece, la delusione per la conferma del blocco nella fascia super protetta: «Avevamo accolto con molto favore la possibilità d’intervenire nei 300 metri per restituire competitività alle strutture turistiche. Poi c’è stato un passo indietro, ma alla fine meglio questo Piano che nulla».
I partiti. Per il Pd «quello che doveva essere un Piano per rilanciare l’edilizia e il turismo s’è trasformato in un via libera alla cementificazione». Opposto il giudizio di Forza Italia: «Abbiamo restituito ai sardi un indispensabile punto di equilibrio tra difesa del patrimonio paesaggistico e le esigenze di famiglie e imprese». Secondo Energie per l’Italia «ora serve una legge urbanistica moderna ed efficace».
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