Bonorva si scopre fragile sotto il costone che cede
di Emidio Muroni
Proclamato lo stato d’emergenza. Piano d’evacuazione per molte abitazioni
3 MINUTI DI LETTURA
BONORVA. Una bella giornata di sole, dopo un mese caratterizzato da piogge intense, ha permesso alla comunità bonorvese di respirare e all’amministrazione comunale di cominciare a predisporre gli interventi necessari per evitare che il movimento franoso che ha interessato una parte del versante montuoso in località Furros continui a scivolare a valle verso le abitazioni ubicate nella parte alta del paese, in Via De Gasperi, Bologna, Pertini, Sa Pala, Pilo, Angius. Un rischio che si è materializzato improvvisamente l’altro ieri e che non è affatto scongiurato. Un rischio che Bonorva conosce bene (frane e smottamenti non sono fenomeni rari) ma che questa volta ha assunto dimensioni impensabili. E’ un intero costone che sta scivolando a valle rischiando di portare con se una ventina di abitazioni e diversi chilometri di strade (anche la 131, un po’ più a valle, è stata interessata da uno smottamento che ha costretto l’Anas ha deviare il traffico su una sola corsia di marcia). Un cedimento lento ma continuo che ha costretto l’amministrazione civica a proclamare lo stato d’emergenza e a mettere in allerta una ventina di famiglie: se il movimento franoso non dovesse interrompersi (e molto dipenderà dalle condizioni meteo dei prossimi giorni) numerose palazzine saranno evacuate. Un problema in più per una popolazione già provata da una pandemia che sta colpendo duro sia sul fronte sanitario che su quello economico.
A dare l’allarme, dopo giorni e giorni di pioggia, è stato un operatore agricolo che venerdì ha visto la propria casetta in campagna quasi spazzata via dalla spinta del terreno. L’amministrazione comunale, con il sindaco Massimo D’Agostino e la responsabile dell’ufficio tecnico sono intervenuti immediatamente e, dopo il necessario sopralluogo, costatata la gravità della situazione, hanno fatto transennare la zona ritenuta a rischio ed emesso un’ordinanza di divieto di transito veicolare e pedonale.
Nella serata, in una videoconferenza con la Prefetta Maria Luisa D’Alessandro, l’amministrazione ha discusso sulle iniziative da assumere e deciso di rimandare ogni decisione su eventuali evacuazioni delle abitazioni più esposte alla riunione con le massime autorità regionali competenti in materia, che si è tenuta ieri mattina. Un vertice importante, programmato in un momento di grande urgenza, per discutere in particolare degli interventi necessari per monitorare l’evoluzione della frana e mettere in campo le opere necessarie per eliminare il pericolo. All’incontro hanno partecipato il direttore generale regionale dei Lavori pubblici, il direttore generale della Protezione civile, con la geologa Daniela Pani, il direttore generale del Genio civile, il comandante dei Vigili del fuoco, il comandante della compagnia dei carabinieri, il commissario capo vigilanza della Forestale e il geologo incaricato dal comune. Dopo un accurato sopralluogo la commissione è arrivata a un primo risultato: la causa che ha dato origine allo smottamento è la presenza di numerose sorgenti sotterranee che, alimentate dall’abbondante pioggia, avrebbero dilavato gradualmente il substrato roccioso spingendo la massa di terra e detriti verso il basso.
Come rimediare? Gli specialisti hanno già dato alcune indicazioni. Al più presto dovrebbero cominciare i lavori per eliminare i grossi massi in superficie, che evitano il defluire dell’acqua, e per incanalare le sorgenti più importanti, ed evitare il continuo lavorio di dilavamento.
Ovviamente in contemporanea a tali opere sarà necessario procedere a nuove rilevazioni geofisiche e geomagnetiche per capire se il fenomeno si è arrestato o meno. Ieri sera la Prefetta, in video conferenza, è stata informata delle decisioni prese dagli intervenuti alla riunione e, subito dopo, la giunta comunale, in riunione straordinaria, ha deliberato di dichiarare lo stato di calamità naturale.
A dare l’allarme, dopo giorni e giorni di pioggia, è stato un operatore agricolo che venerdì ha visto la propria casetta in campagna quasi spazzata via dalla spinta del terreno. L’amministrazione comunale, con il sindaco Massimo D’Agostino e la responsabile dell’ufficio tecnico sono intervenuti immediatamente e, dopo il necessario sopralluogo, costatata la gravità della situazione, hanno fatto transennare la zona ritenuta a rischio ed emesso un’ordinanza di divieto di transito veicolare e pedonale.
Nella serata, in una videoconferenza con la Prefetta Maria Luisa D’Alessandro, l’amministrazione ha discusso sulle iniziative da assumere e deciso di rimandare ogni decisione su eventuali evacuazioni delle abitazioni più esposte alla riunione con le massime autorità regionali competenti in materia, che si è tenuta ieri mattina. Un vertice importante, programmato in un momento di grande urgenza, per discutere in particolare degli interventi necessari per monitorare l’evoluzione della frana e mettere in campo le opere necessarie per eliminare il pericolo. All’incontro hanno partecipato il direttore generale regionale dei Lavori pubblici, il direttore generale della Protezione civile, con la geologa Daniela Pani, il direttore generale del Genio civile, il comandante dei Vigili del fuoco, il comandante della compagnia dei carabinieri, il commissario capo vigilanza della Forestale e il geologo incaricato dal comune. Dopo un accurato sopralluogo la commissione è arrivata a un primo risultato: la causa che ha dato origine allo smottamento è la presenza di numerose sorgenti sotterranee che, alimentate dall’abbondante pioggia, avrebbero dilavato gradualmente il substrato roccioso spingendo la massa di terra e detriti verso il basso.
Come rimediare? Gli specialisti hanno già dato alcune indicazioni. Al più presto dovrebbero cominciare i lavori per eliminare i grossi massi in superficie, che evitano il defluire dell’acqua, e per incanalare le sorgenti più importanti, ed evitare il continuo lavorio di dilavamento.
Ovviamente in contemporanea a tali opere sarà necessario procedere a nuove rilevazioni geofisiche e geomagnetiche per capire se il fenomeno si è arrestato o meno. Ieri sera la Prefetta, in video conferenza, è stata informata delle decisioni prese dagli intervenuti alla riunione e, subito dopo, la giunta comunale, in riunione straordinaria, ha deliberato di dichiarare lo stato di calamità naturale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
