Pfizer taglia i vaccini: l’isola perde il 50%
di Claudio Zoccheddu
Il colosso farmaceutico conferma la riduzione del 30% delle dosi per l’Italia. Sardegna nell’elenco delle regioni più colpite
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SASSARI. La metà dei vaccini attesi in Sardegna con la prossima fornitura commissionata alla Pfizer-Biontech non sarà ricevuta dal sistema sanitario isolano. In questi giorni era stato previsto, e annunciato, l’arrivo di 14.040 dosi ma ne verranno recapitate appena 7.020. L’isola paga con il 50 per cento delle consegne in meno il brusco taglio sulla distribuzione ordinato da Pfizer-Biontech ed è una delle regioni più colpite dalla decisione del colosso farmaceutico americano. Il “taglio”, infatti, non è un’esclusiva per l’isola. L’azienda farmaceutica ha ridotto l’intera fornitura destinata all’Italia, che prevedeva la consegna di 562.770 dosi, confermando la disponibilità per sole 397.800 dosi che valgono per il 30 per cento di quanto previsto. Anche la riduzione territoriale delle commesse è arrivata direttamente dagli Stati Uniti, con un gruppo di regioni più colpito (Friuli Venezia Giulia -53,8 per cento, Veneto -52,5 per cento, Province di Bolzano e Trento -57 per cento e -60 per cento , Sardegna -50 per cento ed Emilia Romagna -48 per cento). Per sei regioni, invece, non cambierà nulla: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d'Aosta non subiranno alcun taglio e riceveranno il numero di dosi previste dalla fornitura.
La spiegazione di Arcuri. È stato il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ad annunciare la riduzione della commessa: «La decisione di Pfizer è stata unilaterale e unilateralmente ha redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano. Di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario, a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi. Una decisione non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un’asimmetria tra le singole Regioni».
La situazione nell’isola. Nei dodici punti di somministrazione individuati nell’isola, intanto, proseguono le inoculazioni delle dosi ricevute in precedenza e ancora non terminate. Dopo una partenza al rallentatore, dettata anche nel ritardo nelle consegne che hanno fatto slittare di tre giorni l’inizio effettivo della campagna di vaccinazione, l’isola ha tolto il freno a mano che bloccava la distribuzione dei vaccini e, nella serata di ieri, ha raggiunto il 68,6 per cento delle somministrazioni. Ragionando solo sui numeri, delle 33.330 dosi ricevute ne sono state inoculate 22.869. Nonostante l’ultima accelerazione, i numeri restano al di sotto delle madia nazionale, che ieri sera si attestava sul 74,9 per cento. A dare una spinta all’intero sistema, perlomeno dal punto di vista dei numeri, potrebbe aiutare la somministrazione dei vaccini al personale sanitario del Sulcis, con 1080 dosi a disposizione. Il programma prevedeva l’impegno di venti operatori per la vaccinazione in grado di completare le operazioni su 80 persone ogni ora. In attesa di terminare la prima dotazione, ora l’isola attende la fornitura dimezzata dalla Pfizer.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La spiegazione di Arcuri. È stato il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ad annunciare la riduzione della commessa: «La decisione di Pfizer è stata unilaterale e unilateralmente ha redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano. Di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario, a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi. Una decisione non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un’asimmetria tra le singole Regioni».
La situazione nell’isola. Nei dodici punti di somministrazione individuati nell’isola, intanto, proseguono le inoculazioni delle dosi ricevute in precedenza e ancora non terminate. Dopo una partenza al rallentatore, dettata anche nel ritardo nelle consegne che hanno fatto slittare di tre giorni l’inizio effettivo della campagna di vaccinazione, l’isola ha tolto il freno a mano che bloccava la distribuzione dei vaccini e, nella serata di ieri, ha raggiunto il 68,6 per cento delle somministrazioni. Ragionando solo sui numeri, delle 33.330 dosi ricevute ne sono state inoculate 22.869. Nonostante l’ultima accelerazione, i numeri restano al di sotto delle madia nazionale, che ieri sera si attestava sul 74,9 per cento. A dare una spinta all’intero sistema, perlomeno dal punto di vista dei numeri, potrebbe aiutare la somministrazione dei vaccini al personale sanitario del Sulcis, con 1080 dosi a disposizione. Il programma prevedeva l’impegno di venti operatori per la vaccinazione in grado di completare le operazioni su 80 persone ogni ora. In attesa di terminare la prima dotazione, ora l’isola attende la fornitura dimezzata dalla Pfizer.
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