Bonorva e la Provincia si appellano a Conte
di Emidio Muroni
La pioggia dà tregua e per le case di “Furros” non ci sono rischi immediati Ma Il Comune e il commissario Fois chiedono risorse per evitare tragedie
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BONORVA. La clemenza del tempo, dopo oltre un mese di piogge abbondanti, ha lasciato spazio a una tregua e ha stemperato in parte l’ansia e la paura fra gli abitanti che hanno la propria abitazione in località Furros, interessata venerdì da un grosso movimento franoso di circa 300 metri che ha messo a rischio le costruzioni. Gli ultimi rilievi sembrano infatti escludere pericoli immediati per il centro abitato.
Preoccupato però l’amministratore straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois, che ieri mattina ha partecipato a un sopralluogo con il sindaco di Bonorva Massimo D’Agostino e il consigliere regionale del territorio Aldo Salaris, vicesindaco: la conclusione è stata che non c’è un minuto da perdere, specie se dovesse riprendere a piovere. «Sono necessari interventi immediati per la messa in sicurezza del territorio che possono arrivare solo dal Governo – spiegano in una nota congiunta – La situazione è troppo delicata e facciamo appello al presidente Conte e a tutti i parlamentari e sottosegretari sardi affinché dispongano subito risorse dirette per fronteggiare il rischio di una tragedia. E Fois dichiara che «la Provincia è pronta, nonostante non sia nostra diretta competenza, a mettere in campo le risorse necessarie nel caso il Governo nazionale non rispondesse al nostro appello»
Intanto l’amministrazione guidata da D’Agostino è al lavoro per predisporre un piano d’intervento per il recupero della normalità. Si susseguono le riunioni operative e, con la guida scientifica del geologo nominato dal Comune, si sta verificando l’andamento del movimento, per stabilire la priorità degli interventi da eseguire. Intanto già oggi saranno presenti sul posto alcune imprese specializzate che dovranno provvedere alla frantumazione e allontanamento dei grossi massi che gravano in superficie e rappresentano un serio rischio. Un altro intervento riguarderà la ricerca, intercettazione e incanalamento delle numerose sorgenti e rivoli d’acqua presenti nel sottosuolo che, con l’abbondante pioggia dei giorni corsi, hanno ripreso a funzionare a pieno regime e hanno favorito il grave fenomeno di dissesto idrogeologico.
Il sindaco D’Agostino, con un avviso su Facebook, afferma che dopo il sopralluogo si è giunti alle conclusione che «in caso di cedimento totale del fronte franoso, anche se il rischio deve essere comunque valutato, non sembrano esservi pericoli immediati di coinvolgimento del centro abitato». Il controllo del fenomeno «sarà costante e nelle fasi successive sarà cura del Comune redigere un piano d’intervento complessivo da presentare alla Regione, per la soluzione definitiva del problema». L’avviso chiude con un piccolo sospiro di sollievo: «Allo stato attuale non sembrano esservi indicazioni per possibili procedure di evacuazione di abitazioni, anche se la possibilità non è stata del tutto accantonata», anche se la zona resta interdetta.
Preoccupato però l’amministratore straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois, che ieri mattina ha partecipato a un sopralluogo con il sindaco di Bonorva Massimo D’Agostino e il consigliere regionale del territorio Aldo Salaris, vicesindaco: la conclusione è stata che non c’è un minuto da perdere, specie se dovesse riprendere a piovere. «Sono necessari interventi immediati per la messa in sicurezza del territorio che possono arrivare solo dal Governo – spiegano in una nota congiunta – La situazione è troppo delicata e facciamo appello al presidente Conte e a tutti i parlamentari e sottosegretari sardi affinché dispongano subito risorse dirette per fronteggiare il rischio di una tragedia. E Fois dichiara che «la Provincia è pronta, nonostante non sia nostra diretta competenza, a mettere in campo le risorse necessarie nel caso il Governo nazionale non rispondesse al nostro appello»
Intanto l’amministrazione guidata da D’Agostino è al lavoro per predisporre un piano d’intervento per il recupero della normalità. Si susseguono le riunioni operative e, con la guida scientifica del geologo nominato dal Comune, si sta verificando l’andamento del movimento, per stabilire la priorità degli interventi da eseguire. Intanto già oggi saranno presenti sul posto alcune imprese specializzate che dovranno provvedere alla frantumazione e allontanamento dei grossi massi che gravano in superficie e rappresentano un serio rischio. Un altro intervento riguarderà la ricerca, intercettazione e incanalamento delle numerose sorgenti e rivoli d’acqua presenti nel sottosuolo che, con l’abbondante pioggia dei giorni corsi, hanno ripreso a funzionare a pieno regime e hanno favorito il grave fenomeno di dissesto idrogeologico.
Il sindaco D’Agostino, con un avviso su Facebook, afferma che dopo il sopralluogo si è giunti alle conclusione che «in caso di cedimento totale del fronte franoso, anche se il rischio deve essere comunque valutato, non sembrano esservi pericoli immediati di coinvolgimento del centro abitato». Il controllo del fenomeno «sarà costante e nelle fasi successive sarà cura del Comune redigere un piano d’intervento complessivo da presentare alla Regione, per la soluzione definitiva del problema». L’avviso chiude con un piccolo sospiro di sollievo: «Allo stato attuale non sembrano esservi indicazioni per possibili procedure di evacuazione di abitazioni, anche se la possibilità non è stata del tutto accantonata», anche se la zona resta interdetta.
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