Coronavirus, presidi sardi in pressing: «Solinas riapra le scuole»

La conferma della zona gialla ha riacceso le speranze dei dirigenti scolastici. Anche gli studenti vogliono ritornare sui banchi: «Perso troppo tempo»

SASSARI. Dopo le feste blindate e la conseguente conferma della zona gialla, l’isola è ripartita. Hanno riaperto i negozi e parzialmente anche i bar e i ristoranti. Restano chiuse le scuole, anche se non tutte. Ieri il dirigente scolastico dello Ianas di Tortolì, Gian Battista Usai, ha forzato l’ordinanza del presidente della Regione, Christian Solinas, e ha riaperto la “sua” scuola superiore.

«Per quanto ci riguarda speriamo che il presidente Solinas possa rivedere la sua decisione – spiega Anna Maria Maullu, presidente dell’Associazione dei presidi –. I ragazzi vogliono tornare a scuola e hanno bisogno delle lezioni in presenza. In Sardegna c’è già troppa dispersione scolastica, non possiamo rischiare oltre». Tra i presidi, però, non esiste alcun movimento “ribelle”: «Noi siamo pronti a riaprire, lo siamo dal 7 di gennaio – conferma la rappresentante dei presidi – ma se il presidente non dovesse rivedere la sua ordinanza, come chiediamo, aspetteremo il primo giorno di febbraio».

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