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Denuncia in Consiglio regionale 

Pd: della “Salva Sardegna” spesi finora solo 60 milioni

Pd: della “Salva Sardegna” spesi finora solo 60 milioni

CAGLIARI. Della legge ammiraglia contro il disastro economico scatenato dalla pandemia, la «Salva Sardegna», dopo sei mesi le imprese e i lavoratori finora avrebbero ricevuto solo il 30 per cento:...

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CAGLIARI. Della legge ammiraglia contro il disastro economico scatenato dalla pandemia, la «Salva Sardegna», dopo sei mesi le imprese e i lavoratori finora avrebbero ricevuto solo il 30 per cento: appena 60 milioni sui quasi 200 stanziati a luglio. La denuncia di questa «palese inefficienza politica» è al centro della mozione presentata dal gruppo del Pd e in particolare da Cesare Moriconi, vicepresidente della commissione bilancio del Consiglio regionale. «Al più presto – si legge – è indispensabile che sia un confronto in aula col governatore Christian Solinas e l’assessore al lavoro Alessandra Zedda, per capire cosa sia accaduto e soprattutto sbloccare i contributi in tempi rapidi e certi».

L’indagine. Nella mozione Moriconi ha analizzato ogni articolo della Salva Sardegna, per arrivare a questa conclusione: «A essere bloccati sono ancora almeno 140 milioni», sottolinea. Secondo la sua ricostruzione questi contributi sarebbero «tutti incagliati, nonostante siano trascorsi sei mesi, in una serie interminabile di modifiche e continue correzioni nei bandi e nei criteri con cui dovevano essere assegnati». A partire dai 63,5 milioni del Fondo Resisto, destinato ad abbattere il costo del lavoro a carico delle imprese purché non licenziassero. «Invece da luglio in poi la Regione non ha speso nulla, mentre sarebbe stato necessario – denuncia Moriconi – intervenire subito per evitare la chiusura delle imprese, ormai allo stremo, ed evitare un’infinità di licenziamenti». Poi, sempre secondo il Pd, «non c’è neanche traccia dei 4 milioni, trasferiti all’Agenzia Aspl, destinati ai lavoratori stagionali non riassunti a causa della pandemia». Stessa sorte avrebbero avuto i 7,3 milioni previsti come contributo straordinario a favore delle Partite Iva. Per concludere con i 4,5 milioni a sostegno dei giovani agricoltori e con l’oltre milione per evitare la chiusura delle aziende amministrate da donne.

La denuncia. «Se la Regione fosse un'azienda privata, oggi dovrebbe portare i libri contabili in Tribunale – dichiara Moriconi – per manifesta incapacità». Infatti – prosegue – mentre le aziende boccheggiano, stravolte dagli effetti della pandemia , la Giunta continua a rallentare la spesa e a non far arrivare quanto dovuto alle imprese e ai lavoratori». Per concludere: «La sensazione è che finora la Regione abbia agito senza avere una bussola e tanto meno uno studio approfondito degli effetti della crisi sul sistema produttivo. Quindi, quella che doveva essere una legge per l’emergenza, affiancata agli interventi del Governo, s’è trasformata purtroppo in un’assurda legge lumaca».

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