Bando record: 50 aspiranti “sorelle”
Un successo il reclutamento, seguiranno il corso di formazione di 2 anni
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SASSARI. Sono 50, un numero da record. Quest’anno per la prima volta è stato fatto una bando regionale per il reclutamento di infermiere volontarie della Croce Rossa, e la risposta è stata superiore alle aspettative. La spiegazione, secondo Vincenza Congias, può essere solo una: le tristezze della vita, il Covid e la povertà sempre più diffusa, hanno alimentato la voglia di aiutare il prossimo. Ma considerato l’impegno deve esserci una predisposizione naturale molto forte. Tra le aspiranti sorelle crocerossine ci sono ragazze giovanissime che hanno terminato il percorso di studi ma ci sono anche donne più mature che lavorano e hanno una famiglia e che all’attività di volontariato sono pronte a dedicare ogni minuto libero. Le allieve che hanno risposto all’ultimo bando della Croce Rossa sono diplomate, in molti casi già infermiere, e hanno un’età compresa tra i 22 e i 55 anni. Frequenteranno un corso biennale di 2000 ore complessive, 895 ore nel primo e 1105 nel secondo, con una parte teorica e una pratica. «Il Covid ci impone di svolgere le lezioni di teoria non in presenza ma on line per ragioni di sicurezza – spiega Vincenza Congias che è anche responsabile del reclutamento – la parte pratica invece vedrà le allieve impegnate in ambito sanitario e sociale, negli ospedali, in collaborazione con enti e associazioni». Ma la formazione non si esaurisce con le 2000 ore di corso. «Seguiamo continuamente corsi di aggiornamento, veniamo preparate ad affrontare qualsiasi situazione di emergenza – aggiunge Vincenza – e conseguiamo brevetti e specializzazioni». Come quello del primo soccorso, delle ricerche di dispersi, il soccorso in acqua, la rianimazione cardio-polmonare. C’è anche la parte più prettamente psicologica e sociale, con lo sviluppo di competenze indispensabili nell’assistenza non solo materiale ma anche morale verso persone vittime di eventi luttuosi o popolazioni colpite da calamità naturali come alluvioni o terremoti. E poi c’è quello che non si insegna ma viene naturale: «Scompare la paura. Sarà merito della divisa, della nostra croce, che ci fa sentire protette». (si. sa.)
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