La Nuova Sardegna

Retromarcia a Tortolì: tutti in Dad

di Lamberto Cugudda
Retromarcia a Tortolì: tutti in Dad

Stop del prefetto alla circolare del preside: l’ordinanza regionale va rispettata

2 MINUTI DI LETTURA





TORTOLI. All’Istituto di istruzione superiore Ianas di Tortolì la circolare del dirigente scolastico Giovanni Battista Usai, che ripristinava la didattica in presenza per il 50 per cento degli 870 studenti di tutta l’Ogliastra, è riuscita a “reggere” soltanto due giorni. Da oggi si torna alla didattica a distanza, a parte i laboratori e le attività di sostegno agli alunni che hanno bisogni educativi. La circolare di Usai si basava sul Dpcm di giovedì 14, che è stato ritenuto “preminente” rispetto all’ordinanza del governatore Solinas, che ha stabilito la riapertura in presenza delle scuole superiori solo dal 1 febbraio. Sabato 16 il dirigente scolastico ha scritto al prefetto di Nuoro annunciandogli tale decisione, ma è stato stoppato dalla risposta dallo stesso rappresentante del Governo, per il quale è infatti pienamente legittima l'ordinanza regionale in vigore. Ieri mattina, nel sito dell’Istituto Ianas è stata postata una nuova circolare del dirigente scolastico che ha come oggetto «la riorganizzazione dell'attività didattica». Usai fa riferimento alla nota della prefettura di Nuoro e alla comunicazione, giunta dell'ufficio scolastico regionale, delle quali si prende atto. «A decorrere da mercoledì 20 – si legge – le attività proseguiranno, come da precedente orario, in didattica digitale integrata con esclusione della attività laboratoriali e di tutte le attività legate all'inclusione degli alunni con sostegno e con bisogni educativi speciali. Si invitano i docenti alla stretta osservanza di tutte l e disposizioni inerenti la prevenzione e la tutela sanitaria».

Usai, rispetto alla nota del prefetto ha detto: «Prendo atto e mi adeguo e a decorrere da domani (oggi per chi legge, ndr) le attività proseguiranno, come da precedente orario, in didattica a distanza. Personalmente non capisco questa perseveranza. Con il Dpcm siamo stati considerati “zona gialla” e la popolazione ogliastrina, compresi i ragazzi, è stata sottoposta a un doppio screening da pochi giorni. Non ho motivo tuttavia di dubitare dell'interpretazione del prefetto in fatto di leggi e mi attengo alle sue conclusioni». Anche il suo vice, Franco Murgia, ha chiarito un punto che ritiene molto importante. «Non intendevamo affatto andare alla guerra contro nessuno e il nostro è stato di certo un segnale ben preciso. Ribadisco che i nostri studenti, dopo quasi un anno di Dad hanno bisogno di potere tornare alla normalità. Cercano la socializzazione fisica e non virtuale. E di quest'ultima, soprattutto tra i giovani, c'è un eccesso, che non sopperisce granché sugli aspetti della relazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative