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Il Covid ha mandato ko l’artigianato artistico

Il Covid ha mandato ko l’artigianato artistico

L’allarme di Confartigianato: il mercato è crollato del 70 per cento, servono misure straordinarie  

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SASSARI. La crisi Covid 19 ha messo in ginocchio le circa 200 le imprese sarde, regolarmente iscritti alle Camere di Commercio, dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale della Sardegna che producono tappeti, coltelli, ceramica, gioielli, monili in corallo, che intrecciano fibre naturali e che lavorano legno, pietra, pelle e vetro. Un settore, quello dell’artistico, fortemente legato al turismo, il cui valore aggiunto sfiorava i 100milioni di euro, per un giro d’affari export di oltre 30milioni. Secondo recenti sondaggi effettuati dall’Ufficio Studi di Confartigianato , che ha analizzato l’attuale situazione di queste realtà sui territori, il settore ha subito un vero e proprio tracollo, con le vendite calate di circa il 70 per cento, con punte che arrivano anche a sfiorare il 95.

«Il comparto dell’artigianato artistico sta vivendo una profonda crisi, che ne minaccia la sopravvivenza – commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – alla mancanza di ricambio generazionale e alla competizione globale si sono aggiunte, dalla seconda metà di gennaio, nuove problematiche legate al blocco progressivo del turismo e dell’economia. Se non vi saranno interventi specifici di sostegno, la ripartenza, e la sopravvivenza di tante imprese, potrebbe essere messa in seria discussione. Pur rappresentando una parte di tutto il comparto produttivo sardo le produzioni artistiche, tipiche e tradizionali descrivono l’immagine vera e propria della cultura e delle radici della nostra isola, e quindi la sensazione che gli altri hanno della nostra terra».

Per Confartigianato, in Sardegna come nel resto dell’Italia, troppe di queste realtà scompaiono nel silenzio anche perché non reggono il ritmo delle produzioni industriali e perché, pur economicamente valide, la loro diffusione commerciale è limitata. L’associazione, ricorda anche che per contrastare l'emergenza e sostenere le realtà dell'artistico, ingenti risorse siano disponibili i vari bandi nazionali «Ristori», e in Sardegna, a breve, gli aiuti legati a «Resisto». In ogni caso, per Matzutzi e Serra, per sostenere le imprese che potrebbero rimanere fuori dal perimetro dei vari bandi nazionali e regionali, occorrono azioni forti, che vadano nella direzione di un intero rilancio del settore. «È importante non lasciare indietro nessuno, soprattutto le realtà più piccole e deboli, anche mettendo a disposizione sostegni straordinari e che possano anche andare superare gli schemi dei codici Ateco e dei bilanci».

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