Una rete contro la violenza di genere
Proposta di legge dei Cinque stelle per prevenire le discriminazioni e il bullismo
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CAGLIARI. Violenze di genere, discriminazioni sessuali e bullismo: da troppo tempo la Sardegna naviga a vista nel fronteggiare questi reati e poi mettere al sicuro le vittime. «È indispensabile una rete regionale per prevenire e bloccare un fenomeno purtroppo sempre più preoccupante», ha detto la consigliera regionale dei Cinque stelle Desirè Manca, nel presentare la proposta di legge, firmata anche da Alessandro Solinas, Michele Ciusa e Roberto Li Gioi sempre del Movimento. «In Sardegna non esistono ancora dati ufficiali su queste violenze fisiche e psicologiche che hanno sempre effetti devastanti – è scritto nella relazione – Oggi occorre una presenza più forte delle istituzioni per evitare che nessuna delle vittime sia lasciata indietro». Tra i 27 articoli quelli più significativi sono: un tavolo regionale permanente per decidere le strategie di contrasto e prevenzione a cominciare dalle famiglie e dalla scuola. Ancora: il supporto legale e l'assistenza psicologica. Ma anche l'apertura di sportelli e rifugi arcobaleno fino a un nuovo «codice rosa» per l’accesso delle vittime al Pronto soccorso. «Quello della violenza di genere – sottolineato Desirè Manca – è un problema ancora in larga parte sommerso. Con questa legge vogliamo dare il nostro contributo per risolverlo, agendo in profondità ed in modo particolare nella scuola, fornendo una formazione specifica ad ampio raggio che comprenda, ad esempio, anche l’approccio con i social media, ormai diventati troppo spesso grandi veicoli di violenza». Solinas, Li Goi e Ciusa hanno ribadito che «è indispensabile l’avvio di una battaglia culturale per costruire una società migliore». In conclusione, «La violenza e i soprusi hanno molte facce, talvolta irriconoscibili ai primi campanelli d'allarme. Il nostro obiettivo – ha detto la consigliera regionale – è aiutare le persone a riconoscere qualsiasi tipo di violenza o minaccia di violenza e a denunciarle senza paura. Perché questo sia possibile è quindi necessario che la tutela delle vittime avvenga su tutti i fronti penali, economici e sociali».
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