rapinatore in fuga
Vaste battute nel Sulcis alla ricerca di un latitante desulese
CARBONIA. Cercavano un latitante sfuggito alla cattura tre settimane fa nell'operazione "Margherita" con cui i carabinieri della Compagnia di Carbonia e del reparto operativo provinciale di Cagliari...
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CARBONIA. Cercavano un latitante sfuggito alla cattura tre settimane fa nell'operazione "Margherita" con cui i carabinieri della Compagnia di Carbonia e del reparto operativo provinciale di Cagliari avevano sgominato una banda di 32 persone accusate di far parte di una banda dedita all'assalto di caveau e di portavalori, di spaccio di droga e detenzione di armi e materiale esplodente. In venti erano finito in carcere, 12 ai domiciliari. Ma qualcuno, un desulese compaesano di altri arrestati, era sfuggito alla cattura e ha continuato a essere ricercato dalle forze di polizia, in particolare nel Sulcis dove la banda era ben radicata.
Ieri mattina all'alba sono scattate perquisizioni da parte di una autentica task force di carabinieri composta dai militari della compagnia di Carbonia, Cacciatori di Sardegna, unità cinofile e nucleo elicotteri. I controlli si sono concentrati in diversi ovili nelle campagne sulcitane, ma anche in abitazioni della cittadina mineraria e di paesi vicini dove si ipotizzava da parte dei militari dell'Arma la presenza del latitante ricercato. L’uomo è ritenuto elemento di spicco della banda che operava in Sardegna e anche in Toscana, con complici campani esponenti dei clan Fabbrocino e Di Lauro. (l.on)
Ieri mattina all'alba sono scattate perquisizioni da parte di una autentica task force di carabinieri composta dai militari della compagnia di Carbonia, Cacciatori di Sardegna, unità cinofile e nucleo elicotteri. I controlli si sono concentrati in diversi ovili nelle campagne sulcitane, ma anche in abitazioni della cittadina mineraria e di paesi vicini dove si ipotizzava da parte dei militari dell'Arma la presenza del latitante ricercato. L’uomo è ritenuto elemento di spicco della banda che operava in Sardegna e anche in Toscana, con complici campani esponenti dei clan Fabbrocino e Di Lauro. (l.on)
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