«Genitori, fate divertire i figli online ma controllateli»
La testimonianza di uno studente: il web è uno svago ma nasconde insidie soprattutto per i più piccoli
SASSARI. TikTok è l’app del momento. Questo social sta diventando sempre più famoso grazie ai giovani e ai più piccoli che ne fanno un grande uso. Ma cos’è TikTok? È un social network che sta incredibilmente spopolando in tutto il mondo. Gli utenti creano brevi video di qualsiasi genere, dalla cucina allo sport, che poi pubblicano sulla piattaforma. TikTok permette a chiunque di diventare virale attraverso piccoli video creati da dispositivi mobili e, se sei seguito e apprezzato, vieni anche pagato. Si può considerare utile? Certo. Tantissimi utenti fanno video molto interessanti; c’è chi fa video di cucina in cui insegna come preparare una ricetta, chi fa video in cui mostra come suonare uno strumento, chi addirittura insegna le lingue. Se utilizzato nel modo giusto, è un elemento molto divertente e istruttivo. Ma purtroppo non è per tutti cosi. Sull’applicazione diventano virali anche challenge, le sfide, molto pericolose che le persone fanno pur di essere visti da qualcuno. Alcune di queste challenge portano le persone a spingersi oltre i limiti fino a rischiare la propria vita per qualche like in più. E la cosa più preoccupante è che si diffonde anche tra i ragazzi più piccoli. Una bambina di soli dieci anni ha perso la vita durante una di queste sfide. La piccola ha provato la cosiddetta “black out challenge”. Questa sfida consiste nel legarsi al collo una cintura, un cavo o una corda con l’obiettivo di arrivare a perdere i sensi per la mancanza di ossigeno, e dopo di ciò, fermarsi. Se si riesce. La povera Antonella, è il suo nome, non è riuscita a farcela nonostante i tentativi dei medici di rianimarla. Da questa terribile vicenda possiamo imparare una lezione molto importante.
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TikTok, se usato nella maniera corretta, come qualsiasi social network può davvero essere un vantaggio per le persone che ne fanno frequente uso. Ma facciamo attenzione. È uno strumento altrettanto potente e distruttivo e, cosa ancora più pericolosa, lo si può avere con soli due click. I bambini e gli adolescenti sono la fascia che utilizza maggiormente questo social e sono i più esposti. Di conseguenza sono coloro che hanno bisogno di più protezione. Sono giovani persone che ancora devono conoscere il mondo, sono curiosi di farlo e hanno il diritto di farlo. Ma devono essere controllati. I bambini e i ragazzi devono essere protetti dalle cose che non conoscono e che non sanno siano pericolose. Questo è un compito dei genitori, che hanno la responsabilità di tutelare i figli. Hanno la responsabilità di controllarli e di fargli capire che lo fanno per il loro bene. Genitori, permettete ai vostri figli di usare questi social, fateli divertire, sfogare, ballate con loro, ma state attenti. Tenete un occhio su di loro ed evitate che vicende come quella della povera Antonella possano ricapitare. Fatelo per i vostri figli, fatelo per Antonella.
*Studente dell’Istituto Agrario Pellegrini di Sassari
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