In aula il primo febbraio nessun passo indietro
di Silvia Sanna
La Regione conferma la didattica a distanza alle Superiori sino al 31 gennaio E il rientro a scuola sarà graduale: dal 50 al 75% per testare il sistema trasporti
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Nessun passo indietro, nonostante il via libera da parte del Comitato tecnico scientifico e gli appelli arrivati da più parti. La Regione conferma la volontà, stabilita nell’ordinanza firmata l’8 gennaio dal governatore Solinas, di fare ripartire le lezioni in presenza alle scuole superiori lunedì 1 febbraio. Non ci sarà alcuna anticipazione nel calendario, sino al 31 gennaio tutti gli studenti dell’isola continueranno a seguire le lezioni a distanza. E il rientro sarà graduale, solo una parte di loro rientrerà in aula nella fase iniziale. Di fatto la Regione si adeguerà a quanto stabilito dall’ultimo dpcm, che prevede percentuali in presenza dal 50 al 75%, che saranno stabilite dai dirigenti sulla base delle differenti necessità. È chiaro che negli istituti tecnici– dove incide maggiormente l’attività nei laboratori – è altamente probabile che le aule siano da subito più affollate. Impossibile, per ora, dire quando il rientro in presenza sarà garantito a tutti: dipenderà da vari fattori, su tutti la curva dei contagi e la risposta del sistema trasporti, sul quale sono puntati gli occhi di tutti.
Si parte il 1° febbraio. La Regione aveva la possibilità di anticipare i tempi ma ha preferito non farlo. Dice l’assessore Biancareddu: «Abbiamo scelto di essere prudenti. La precedente decisione di posticipare il rientro al 1 febbraio era stata assunta dopo avere sentito il parere di tutti i soggetti coinvolti e sulla base delle valutazioni fatte dal Comitato tecnico scientifico. Che aveva manifestato preoccupazione per il rientro dei ragazzi in aula, paventando il rischio di una terza ondata di contagi. Lo stesso Cts una settimana dopo si è espresso in maniera opposta invitando le Regioni a riaprire le scuole. Noi preferiamo aspettare».
I trasporti. Lo stesso assessore Biancareddu qualche giorno fa aveva dichiarato alla Nuova la volontà di riportare tutti gli studenti delle scuole superiori in classe il 1 febbraio. Invece non sarà possibile: «Si parte con le percentuali stabilite nel dpcm dal 50 sino al 75%. In questo modo avremo anche la possibilità di verificare la situazione trasporti: il sistema è stato potenziato con l’aggiunta di mezzi e di corse soprattutto nelle tratte più affollate di studenti e lavoratori pendolari. La situazione è sotto controllo ma è giusto fare una verifica prima del rientro a scuola a pieno regime».
Contagi. I dati forniti dal Ministero hanno sinora attestato una scarsa diffusione del contagio a scuola. La corretta applicazione delle regole – distanziamento, utilizzo della mascherina e igiene – ha permesso di contenere la diffusione del virus in ambito scolastico. Per questo nelle ultime settimane gli appelli di presidi, studenti e sindacati sono andati nella stessa direzione: è necessario ripristinare le lezioni in presenza, perché la dad impoverisce la didattica e la formazione individuale e crea un divario tra gli studenti. Il rinvio stabilito dalla Regione, nonostante le rassicurazioni sui trasporti, ha suscitato per questo grande malumore.
Si parte il 1° febbraio. La Regione aveva la possibilità di anticipare i tempi ma ha preferito non farlo. Dice l’assessore Biancareddu: «Abbiamo scelto di essere prudenti. La precedente decisione di posticipare il rientro al 1 febbraio era stata assunta dopo avere sentito il parere di tutti i soggetti coinvolti e sulla base delle valutazioni fatte dal Comitato tecnico scientifico. Che aveva manifestato preoccupazione per il rientro dei ragazzi in aula, paventando il rischio di una terza ondata di contagi. Lo stesso Cts una settimana dopo si è espresso in maniera opposta invitando le Regioni a riaprire le scuole. Noi preferiamo aspettare».
I trasporti. Lo stesso assessore Biancareddu qualche giorno fa aveva dichiarato alla Nuova la volontà di riportare tutti gli studenti delle scuole superiori in classe il 1 febbraio. Invece non sarà possibile: «Si parte con le percentuali stabilite nel dpcm dal 50 sino al 75%. In questo modo avremo anche la possibilità di verificare la situazione trasporti: il sistema è stato potenziato con l’aggiunta di mezzi e di corse soprattutto nelle tratte più affollate di studenti e lavoratori pendolari. La situazione è sotto controllo ma è giusto fare una verifica prima del rientro a scuola a pieno regime».
Contagi. I dati forniti dal Ministero hanno sinora attestato una scarsa diffusione del contagio a scuola. La corretta applicazione delle regole – distanziamento, utilizzo della mascherina e igiene – ha permesso di contenere la diffusione del virus in ambito scolastico. Per questo nelle ultime settimane gli appelli di presidi, studenti e sindacati sono andati nella stessa direzione: è necessario ripristinare le lezioni in presenza, perché la dad impoverisce la didattica e la formazione individuale e crea un divario tra gli studenti. Il rinvio stabilito dalla Regione, nonostante le rassicurazioni sui trasporti, ha suscitato per questo grande malumore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
