La Nuova Sardegna

Ospedali in affanno l’isola diventa arancione

di Alessandro Pirina
Ospedali in affanno l’isola diventa arancione

Da domani la Sardegna retrocessa: troppa pressione sulle terapie intensive Chiusi al pubblico bar e ristoranti, divieto di spostarsi da un Comune all’altro

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SASSARI. Più di una volta, in queste settimane, si è parlato di rischio arancione per l’isola. Ora però quella ipotesi sembra diventare certezza. Per la prima volta da quando il governo si è affidato ai colori per distinguere le regioni la Sardegna verrà retrocessa. Ancora manca la conferma, ma da domani la Sardegna passerà da gialla ad arancione. È quanto emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute con dati al 20 gennaio relativi alla settimana dall'11 al 17 gennaio. A determinare questa retrocessione è il peggioramento degli indicatori utilizzati dal ministero. Ma non l’indice Rt - che resta comunque al di sotto dell’1, per l’esattezza allo 0,95 - bensì la pressione sulle terapie intensive. Fino alla scorsa settimana l’Agenas delineava un’isola con un’occupazione dei posti in terapia intensiva pari al 25 per cento, dunque cinque punti in meno della soglia critica. Ma evidentemente dagli ultimi dati in mano all’Iss è emerso un forte peggioramento che ha spinto il ministero a prevedere provvedimenti più duri per l’isola. Manca ancora l’ufficialità, ma sembra ormai cosa certa che il passaggio da zona gialla ad arancione sarà a partire da domani. Quanto ai tempi sembra che il purgatorio dell’isola debba durare almeno una settimana. Fino a quando non si allenterà la pressione sulle terapie intensive. E un aiuto potrebbe arrivare dal nuovo reparto di terapia intensiva Covid che sarà inaugurato oggi a Sassari alla Stecca bianca: 30 nuovi posti letto che andranno ad aggiungersi a quelli già esistenti.

Le nuove regole. Da domani, quindi, l’isola dovrà rispettare molte più restrizioni. Una situazione che in parte aveva già potuto vivere nel periodo natalizio quando tutto il Paese vide una forte diminuzione della libertà di muoversi. Innanzitutto, si potrà circolare solo all’interno del proprio Comune di residenza, salvo motivi di lavoro, salute e urgenza con obbligo di autocertificazione. Dai centri con meno di 5mila abitanti ci si potrà spostare fuori dai confini comunali entro un raggio di 30 chilometri, ma senza potere andare nei capoluoghi di provincia. Sempre all'interno del proprio Comune è consentito spostarsi per fare visita ad amici e parenti, ma resta valido il limite di due persone non conviventi che è possibile ospitare nelle case private. In questo conteggio non rientrano under 14 e persone disabili o non autosufficienti. Si potrà uscire dal proprio Comune per fare attività sportiva, mentre quella motoria è consentita solo entro i confini comunali. I bar e i ristoranti saranno chiusi al pubblico, ma potranno continuare a effettuare servizio di asporto - per i bar solo entro le 18 - e consegna a domicilio, mentre i negozi potranno rimanere aperti. Vale sempre la regola del coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.

Le altre regioni. La Sardegna è stata indicata da Iss e ministero come una delle quattro regioni a rischio alto, ma è l’unica a essere retrocessa. Le altre infatti restano nella fascia in cui già si trovavano. E dunque la Sicilia e la Provincia di Bolzano saranno ancora in zona rossa, mentre l’Umbria era e resterà arancione. Diventa arancione anche la Lombardia, che è stata per una settimana in zona rossa per un errore di calcolo. Nella stessa fascia della Sardegna ci saranno anche l’Abruzzo, la Calabria, l’Emilia Romagna, il Friuli, Venezia Giulia, il Lazio, la Liguria, le Marche, il Piemonte, la Puglia, l’Umbria, la Valle d'Aosta e il Veneto, nonostante ieri il governatore Luca Zaia avesse fatto ventilare l’ipotesi di una promozione in fascia gialla. Nulla da fare, invece. Sono confermate nella fascia gialla, e dunque con meno restrizioni, la Toscana, la Basilicata, il Molise e la Provincia di Trento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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