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Punti nascita, no a Tempio La Maddalena è in bilico

Punti nascita, no a Tempio La Maddalena è in bilico

Dopo un anno il ministero della Salute ha risposto picche alla richiesta di deroga La Regione: «È uno schiaffo alle donne sarde». Via libera per il Cto di Iglesias

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CAGLIARI. Il ministero della salute ha risposto picche, nonostante la Regione avesse sollecitato una deroga speciale. Roma ha detto no alla riapertura del punto nascita all’ospedale Dettori di Tempio, è sotto la soglia dei 500 parti l’anno, e poi sospeso la decisione per quello di La Maddalena in attesa di una nuova istruttoria. «È un altro schiaffo alle madri sarde», per l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, che ha commentato a caldo l’ultimo verdetto ministeriale. Verdetto definito, sempre dalla Regione, per nulla positivo nonostante sia arrivato il via libera al punto nascita al Cto di Iglesias, finito anche questo sotto osservazione per il basso numero di nascite.

L’amarezza. «Dal ministero – sottolinea il governatore Christian Solinas – è arrivato un altro segnale di poca attenzione per i problemi della Sardegna. Soprattutto per quanto riguarda il caso La Maddalena. Ancora una volta, purtroppo, registriamo da parte del ministero un’evidente scarsa sensibilità vista la doppia insularità e poi, alla luce della richiesta romana di un’istruttoria supplementare, anche del non voler tener conto delle esigenze manifestate da sempre dalla popolazione». C’è poi anche l’amarezza per il no secco al punto nascita di Tempio: «La Sardegna affronta i delicati temi dello spopolamento e del calo delle nascite, sono tendenze che contrastiamo con ogni sforzo e queste decisioni ministeriali vanno purtroppo nel senso opposto. Sia chiaro: mai abbiamo accettato e mai accetteremo logiche rivolte al taglio dei servizi come nel caso dell’ospedale Dettori». Tempio». Per l’assessore Nieddu: «Dopo aver atteso una risposta per oltre un anno, quello che oggi ci viene proposto è un no secco, a Tempio, e poi per La Maddalena un ennesimo ed estenuante rimpallo con l’ulteriore richiesta di approfondimenti. Sì. è proprio uno schiaffo per le donne del Nordovest della Sardegna». A condannare la decisione del ministero è anche la Lega, con Dario Giagoni e Annalisa Mele. «Siamo sconcertati – scrive – e pronti a fare tutto quanto in nostro potere per ribaltare il parere e restituire in fretta alla Gallura la medesima dignità e i diritti giustamente riconosciuti altrove a tutte le donne».

Unica nota positiva. Al Cto di Iglesias – come sottolineato dal consigliere regionale legista Michele Ennas – è stata concessa la proroga di un anno, perché «nonostante il calo dei parti nel biennio 2018-2019, da 356 a 276, il punto nascita di Iglesias, è l'unico nel Sulcis». (ua)

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