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Serrande abbassate e città deserte

Serrande abbassate e città deserte

Prima giornata “arancione” per l’isola: aperti solo pochi bar-pasticceria

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SASSARI. Citta deserte, complice anche il maltempo, nella prima giornata in zona arancione. Saltati gli spostamenti tra comuni per far visita a parenti e amici, saltato il pranzo al ristorante e prfino il rito del caffè domenicale al bar. Le nuove disposizioni sono state rispettate con qualche mugugno (soprattutto da parte della categorie più colpite dall’ennesimo giro di vite) ma senza grandi proteste. A Cagliari solo alcuni bar-pasticceria hanno salvato la domenica grazie all’asporto con paste e zeppole: tutti in fila, rigorosamente all’esterno, per portare a casa almeno un vassoio di dolci. Giusto per rispettare il rito del giorno di festa. Ma sono state poche eccezioni. Per il resto molte attività hanno deciso di rinunciare all’asporto e di chiudere. Perché - come spiegano i titolari - senza il servizio al bancone o al tavolino i conti non tornano. Tutto un altro clima rispepetto a sabato quando i cagliaritani avevano affollato le strade del centro per gli aperitivi di “saluto” alla zona gialla. Ieri, il silenzio.

Stesse scene a Sassari. Sabato i supermercati sono stati presi d’assalto come non era accaduto neanche alla vigilia di Natale. Molta gente anche nei bar del centro e nei locali di Predda Niedda. Ieri qualche ristoratore ha provato a tenere duro, ma la maggioranza ha abbassato le serrande. Si salvano le pizzerie (ma solo la sera) e continuano a funzionare i forni della fainè. Piccoli segnali di normalità che aiutano a guardare avanti con un pizzico di ottismo.

Anche a Nuoro, Oristano e Alghero la maggior parte dei ristoranti e dei bar hanno preferito chiudere in attesa di tempi migliori. Copione rispettato anche a Olbia con una curiosità dal retrogusto molto amaro: appena venerdì una giovane coppia di San Teodoro aveva inaugurato il suo locale, il Disizos Sardos, in pieno centro a due passi dalla stazione. I ristorante ha funzionato due sere e ieri è rimasto chiuso. Difficile organizzare una menù d’asporto in così poco tempo , ancora più difficile rischiare per chi già si è impegnato tanto.

La speranza, per tutti, è che l’incubo finisca presto.

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