Moby spa, rosso record: persi 198 milioni di euro
Presentati numeri choc che confermano la grave crisi del gruppo di Onorato Alla base la crescita degli oneri finanziari netti e le svalutazioni di partecipazioni
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SASSARI. È preoccupante il bilancio 2019 della società Moby Spa che da poco è stato depositato presso il Registro delle imprese: la società dell’armatore Vincenzo Onorato ha chiuso quell’anno con una perdita civilistica di 198,34 milioni di euro, un gap enorme rispetto ai -6,9 milioni con cui venne archiviato il 2018. Il fatturato invece è di 195,61 milioni, sostanzialmente stabile rispetto a quello precedente (197,1). Numeri, quelli anticipati da Ship2Shore, che non fanno altro che confermare la gravissima crisi del gruppo Onorato. E questo prima del ciclone determinato dalla pandemia, che non ha certamente dato una mano a un gruppo che già da tempo attraversava acque agitate. Secondo Business Insider questo crollo si spiega fondamentalmente con due elementi: gli oneri finanziari netti, che sono saliti a 34 milioni di euro; le svalutazioni di partecipazioni calcolate in 20,56 milioni rispetto a rettifiche di valore di attività finanziarie praticamente nulle del 2018, in particolare quella per oltre 15 milioni della controllata al 100% Cin, come Moby in grave crisi.
Nel bilancio – spiega Business Insider – la società Moby spa spiega che “la situazione di crisi del gruppo Moby” è saltata alla ribalta in maniera evidente “tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, in ragione dell’azione intrapresa da taluni bondholder per cercare di far dichiarare da tribunale di Milano il fallimento della società”, ovvero da obbligazionisti, per lo più fondi speculativi come Soundpoint Capital, Cheyenne Capital, BlueBay, Aptior Capital e York Capital.
Moby spiega ancora nel bilancio che questo tentativo «è stato respinto ma, pur tuttavia, ha avuto gravi ripercussioni sia nei rapporti con i principali creditori» ossia, oltre ai bondholder stessi, le banche finanziatrici, ma anche con fornitori e clienti.
A dicembre il tribunale di Milano aveva concesso a Moby e a Cin altri tre mesi di tempo per presentare il piano previsto dalla procedura di concordato preventivo avviata e dell’accordo con i creditori per la ristrutturazione del debito. Intanto, il 28 febbraio scadrà la proroga della convenzione marittima che disciplina i collegamenti tra la Sardegna e la penisola.
Nel bilancio – spiega Business Insider – la società Moby spa spiega che “la situazione di crisi del gruppo Moby” è saltata alla ribalta in maniera evidente “tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, in ragione dell’azione intrapresa da taluni bondholder per cercare di far dichiarare da tribunale di Milano il fallimento della società”, ovvero da obbligazionisti, per lo più fondi speculativi come Soundpoint Capital, Cheyenne Capital, BlueBay, Aptior Capital e York Capital.
Moby spiega ancora nel bilancio che questo tentativo «è stato respinto ma, pur tuttavia, ha avuto gravi ripercussioni sia nei rapporti con i principali creditori» ossia, oltre ai bondholder stessi, le banche finanziatrici, ma anche con fornitori e clienti.
A dicembre il tribunale di Milano aveva concesso a Moby e a Cin altri tre mesi di tempo per presentare il piano previsto dalla procedura di concordato preventivo avviata e dell’accordo con i creditori per la ristrutturazione del debito. Intanto, il 28 febbraio scadrà la proroga della convenzione marittima che disciplina i collegamenti tra la Sardegna e la penisola.
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