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Appalti pubblici, la Cna: cresce la spesa nell’isola

Appalti pubblici, la Cna: cresce la spesa nell’isola

Solo nell’ultimo trimestre 2020 promosse 232 gare per 515 milioni di euro Trend legato alle opere delle grandi aziende, ma cala la domanda degli enti locali

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SASSARI. Cresce in Sardegna la spesa per gli appalti pubblici, ma cala ancora la domanda degli enti locali e con essa i piccoli e medio-piccoli appalti appannaggio delle imprese isolane e non è una bella notizia. L’isola si colloca tra le nove regioni italiane con un calo della domanda superiore alla media nazionale (-7,4%); in termini economici è invece tra le nove regioni con un incremento superiore al 30%. A certificarlo è l’ultima rilevazione del centro studi della Cna Sardegna.

Nell'ultimo trimestre del 2020, con 232 gare promosse per un valore a base di gara di 515 milioni, il mercato regionale dei bandi di gara per lavori pubblici ha superato i livelli dei tre trimestri precedenti. Complessivamente nel 2020 il numero di bandi di gara si è attestato su 826 interventi, per una cifra a base di gara pari a 1,4 miliardi, pari a una riduzione dell'8% del numero e ad un incremento del 50% della spesa. In flessione il numero dei lavori di taglio micro (-14% il numero degli appalti di importo inferiore ai 150 mila euro) e quelli fino a 500 mila (-7 %). Calano anche i lavori medio-grandi (tra 1 e 5 milioni): -8% il numero e -15% la spesa. Crescono i grossi appalti: i bandi sopra i 5 milioni passano da 29 a 43 per un valore a base d’asta raddoppiato (da 500 milioni del 2019 a più di un miliardo ).

Sono perciò le grosse aziende, come Anas, Ferrovie e Abbanoa i motori trainanti del mercato regionale dei lavori pubblici; aziende sanitarie e ospedaliere e Regione chiudono il 2020 con un mercato in espansione, mentre i Comuni riducono la domanda del 13,6% (dato allarmante perché arriva dopo il crollo prossimo al 20% del 2019).

Francesco Porcu e Antonello Mascia, segretario regionale Cna e presidente di Cna Costruzioni: «Il 2021 può rappresentare l'anno di svolta e della ripresa per l'intera filiera delle costruzioni se la concentrazione delle risorse attese sul fronte delle infrastrutture strategiche per il tramite dei fondi strutturali europei, del Recovery Plan e dello stimolo al mercato del Superbonus verranno accompagnati da un'opera di revisione e semplificazione della legislazione e da un recupero di efficienza della pubblica amministrazione». Ridotta la domanda che riguarda i principali enti locali rispetto al 2019, in particolare di aziende speciali e Comuni: «In compenso, le imprese nazionali che gestiscono la rete stradale e ferroviaria hanno fatto crescere anche il numero delle opportunità». (a.palm.)

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