La Nuova Sardegna

Giovani coraggiosi pieni di idee per battere la crisi

di Giusy Ferreli
Giovani coraggiosi pieni di idee per battere la crisi

La coordinatrice Simona Orrù: «Le donne più in difficoltà il 24,5% ha perso il lavoro a causa della pandemia»

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Lavoro e occupazione in Ogliastra: l’anno funestato dalla pandemia è stato un anno devastante per l’economia ma ha riservato qualche dato positivo. Investire sui giovani e sulla formazione è la parola d’ordine di Aspal e Centro provinciale per l'impiego accanto ad un altro imperativo: la riorganizzazione dei servizi. «Anche in Ogliastra la pandemia si è fatta sentire. Tuttavia dopo il lockdown, con la riorganizzazione delle attività siamo riusciti a ripartire svolgendo il lavoro in parte in smart working e in parte in presenza, fornendo il nostro supporto e i nostri servizi, sia ai cittadini sia alle aziende che hanno subìto grossi danni economici», racconta Simona Orrù (foto) coordinatrice delle due sedi. Nelle due sedi presenti in Ogliastra, Tortoli e poi la sede principale a Lanusei (che a breve dovrebbe essere trasferita nei locali dell'ex Enaip e che, in via sperimentale su tutto il territorio regionale, utilizza un telefono software che permette di operare anche da casa), sono attivi 29 professionisti con formazioni e competenze diverse. Dagli esperti dell'inserimento mirato riservato ai disabili, agli specialisti della presa in carico e del servizio alle imprese. Da questo osservatorio privilegiato è possibile analizzar i dati del disastro causato dal Covid 19. «Come su tutto il territorio regionale – sottolinea Orrù – c'è stato un calo delle assunzioni. Siamo passati dalle 11418 unità del 2019 alle 9107 del 2020, su una popolazione residente di 57mila abitanti». I settori più colpiti sono stati i trasporti con un meno 40 per cento delle assunzioni e il settore alberghiero con meno 16. «C'è però – dice la coordinatrice – un trend in positivo, rappresentato dal settore finanziario con un più 13 per cento delle assunzioni, probabilmente legato al bisogno di credito da parte delle aziende e delle famiglie. Positivo anche il segno nel settore delle costruzioni con un più 13 rispetto al 2019, grazie alla possibilità data dagli incentivi nazionali energetici o legati alla ristrutturazione degli immobili. Hanno retto anche i settori legati alle attività agricole». Dai dati del Cpi emerge inoltre che le donne in Ogliastra, così come a livello mondiale, sono quelle che hanno pagato maggiormente il prezzo della crisi, con un calo occupazionale pari al 24,5 per cento soprattutto nella fascia d'età tra i 35 e i 44 anni. Per Orrù, le donne sono state maggiormente penalizzate per il loro impegno svolto nelle attività di cura a causa della chiusura delle scuole e dei servizi durante emergenza. «Questo – spiega Simona Orrù – ha portato a una demotivazione e a uno scoraggiamento nel rientro all'interno del mercato del lavoro che emerge chiaramente dai dati rilevati. Colpisce in positivo invece il fatto che i giovani siano quelli che stanno reagendo meglio alla crisi , cercando di reinventarsi: esemplare il caso di un giovane laureato che ha costituito, subito dopo il lockdown, una start up legata all'e-commerce. Aveva bisogno di figure specializzate ma purtroppo non è riuscito a trovarle in Ogliastra».

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