Mega staff, Solinas: «Nessuno spreco, snelliamo la burocrazia»
Il governatore: con le nuove figure migliorerà la qualità dell’azione amministrativa I costi citati sono fuorvianti, i 36 collaboratori sono già dipendenti stipendiati
CAGLIARI. Il governatore Christian Solinas non ci sta a passare per chi pretende di avere a disposizione un esclusivo super staff dai costi milionari. Il disegno di legge con cui vuole rivoluzionare la mappa della Presidenza, degli assessorati e della piramide burocratica – dice – «va letto in tutt’altro modo».
Quale?
«Il primo: è migliorare la qualità dell’azione amministrativa. Poi la capacità di attuare i programmi votati dalla gente. Infine, soprattutto in una fase complessa come quella attuale, offrire tempestivamente risposte efficaci e delineare un piano in grado di rilanciare la crescita e lo sviluppo».
La rivoluzione è evidente.
«L’attuale assetto organizzativo della Regione è figlio degli anni ’70 e ’80, di un tempo che non esiste più e di una burocrazia lenta e farraginosa. Oggi abbiamo ben altre esigenze. Ad esempio riempire di contenuti il Recovery fund e soprattutto dare, con strumenti rapidi ed elastici, risposte alle domande che emergono dal mondo produttivo e dai cittadini».
L’obiettivo quindi è?
«Ridefinire un modello organizzativo dopo decenni, ispirandosi alle migliori pratiche esistenti. Abbiamo bisogno di dare nuovo impulso, celerità e capacità di risposta ai cittadini ed alle imprese da parte della burocrazia, passando dalle direzioni generali a una struttura piramidale, che individui con chiarezza poteri e responsabilità».
Le novità non saranno troppe e tutte troppo insieme?
«No. L’introduzione del Segretario Generale della Regione e di tre capi dipartimento, ad esempio, servirà a garantire le politiche trasversali ed il coordinamento di settori che non possono restare isolati come oggi lo sono trasporti e turismo o ambiente, territorio e urbanistica. In altre parole, andremo a migliorare il governo complessivo della Regione».
La burocrazia sarà stravolta a suon di milioni.
«Le figure che ho appena descritto non faranno parte certo del mio staff. Saranno vertici burocratici, peraltro previsti da decenni e mai attivati in passato. Il loro costo non sarà quello ipotizzato nella relazione tecnico-finanziaria: presenterò personalmente un emendamento che chiarisca in legge i tetti di spesa per ciascuna figura, in misura analoga a quelli correnti in altre amministrazioni di pari grado».
Il costo stimato comunque è esagerato.
«I numeri che ho sentito citare sono davvero strumentali e fuorvianti: la riforma, ad esempio, riconosce a ciascun assessorato la possibilità di chiamare tre collaboratori in più. Saranno dipendenti pubblici, che già percepiscono uno stipendio. Il loro nuovo costo sarà limitato ad alcune ore di straordinario. Però, lo sottolineo, anche queste 36 figure non faranno parte dello staff del Presidente».
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Il team del governatore aumenterà a dismisura: sì o no?
«Per la Presidenza, nello specifico, il mio ragionamento è stato quello di scindere alcune funzioni generali insopprimibili, dal centralino al protocollo fino al cerimoniale, utte esistenti e garantite da personale della Regione, dalle necessarie attività di supporto alle competenze di impulso e di coordinamento del Presidente della Regione, anche alla luce dell’elezione diretta».
Sia più preciso.
«Le vere novità saranno lo Staff tecnico e il Comitato per la legislazione. Il primo avrà funzioni di supporto nella verifica che siano attuate le linee programmatiche e raggiunti i risultati prefissati. Sarà composto da massimo sei esperti di elevata e comprovata professionalità. Il Comitato per la legislazione, invece composto da cinque membri, garantirà all’Esecutivo il fondamentale supporto nella elaborazione di testi, leggi e delibere. Il Comitato, lo sottolineo, sarà formato da magistrati, professori universitari, procuratori o avvocati dello Stato, professionisti e quindi rappresenterà uno strumento fondamentale per migliorare l’efficienza e la qualità».
I consulenti, però, hanno tariffe sempre alte.
«Il costo ipotizzato nella relazione tecnico-finanziaria è assolutamente sovrastimato. Faccio un esempio: un magistrato chiamato a far parte del Comitato e di conseguenza collocato fuori ruolo, continuerà a essere pagato dalla propria amministrazione, percependo dalla Regione soltanto una contenuta maggiorazione in percentuale. Se poi addirittura si trattasse di un soggetto in pensione, il costo sarebbe ridotto a un semplice rimborso spese».
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