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Covid, Biancareddu: nelle scuole sarde sarà un rientro graduale

Covid, Biancareddu: nelle scuole sarde sarà un rientro graduale

L’assessore scrive a studenti, docenti e Ata: spero sia stato l’ultimo lockdown

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SASSARI. Le scuole superiori riprendono le lezioni in presenza dopo quasi tre mesi nell’isola. E dopo il lockdown della scorsa primavera. Per l’occasione l’assessore alla Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu, ha deciso di scrivere una lettera aperta agli studenti, alle famiglie, ai dirigenti scolastici, agli insegnati e a tutto il personale della scuola nell'isola. «Dopo un lungo periodo di chiusura, non posso che essere particolarmente felice che la scuola riapra le sue porte – dice l’assessore –. La pandemia da tempo ormai ci ha abituato a guardare l’aggettivo ordinario quasi con nostalgia. Le lezioni in presenza devono ora essere assicurate a tutti i ragazzi, ma il rientro sarà graduale. Spero che al più presto poi, la ripresa in presenza sia garantita a tutti. Ma questo dipenderà da molti fattori. Su tutti la curva dei contagi e la prudenza massima che tutto il mondo della scuola deve adottare».

«Spero – ha aggiunto Biancareddu – che questo sia davvero l'ultimo lockdown: siamo tutti pronti per ricominciare, anche se il virus è sullo sfondo di ogni pensiero, di ogni abitudine, di molte paure nascoste». Biancareddu spiega che «in questo periodo abbiamo lavorato senza mai fermarci al fianco dell'Ufficio scolastico regionale, delle scuole, degli insegnanti, dei Comuni e di tutto il personale che ruota attorno al mondo dell'educazione, dirigenti e personale Ata compreso, per assicurare un rientro che fosse il più possibile in sicurezza, cercando di contemperare il diritto allo studio con il persistere della diffusione di un virus che non consente facili previsioni». Un lungo periodo dove, «con la didattica a distanza, si è cercato di mantenere la relazione e la funzione educativa che lega la scuola, gli alunni e le loro famiglie. Per questo ringrazio in particolar modo gli insegnanti che hanno compiuto una impresa senza precedenti». Senza dimenticare «un plauso a quei genitori che pur non avendo spazi idonei nelle rispettive abitazioni sono riusciti ad inventarsi soluzioni pratiche affinché i propri figli avessero quanto più possibile un ambiente consono allo studio e quanto più possibile alla socializzazione seppur a distanza».

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