La Nuova Sardegna

L’isola resta arancione la Regione ricorre al Tar

di Umberto Aime
L’isola resta arancione la Regione ricorre al Tar

Il ministero: restrizioni per altri 7 giorni. L’ira di Solinas: evidente ingiustizia

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CAGLIARI. Un’altra settimana in fascia arancione. Il Governo ha risposto picche all’ultimatum della Regione. L’Istituto superiore di sanità ha detto no all’immediato ritorno della Sardegna in giallo e il ministro della Salute, Roberto Speranza, s’è allineato alla decisione della Cabina di regia nazionale. La risposta della Giunta è stata immediata: «Ricorreremo al Tar, per evitare una seconda punizione immotivata e sbagliata».

L’illusione. La possibilità di una ri-promozione in corsa della Sardegna è svanita venerdì mattina, quando da Roma sono rimbalzate le prime indiscrezioni sull’esito dell’ultimo monitoraggio: 20-26 gennaio. Con, allo stesso tempo, l’Istituto superiore rigido nel confermare che «le Regioni dovranno trascorre comunque almeno due settimane nella fascia assegnata venerdì 29 gennaio». Così è stato, quando in serata, il ministro Speranza ha firmato l’ultimo Dpcm in vigore da lunedì primo febbraio. Lombardia in zona gialla, insieme ad altre 10 regioni, niente da fare per la Sardegna. Il motivo? «La regola delle due settimane non può essere messa in discussione», ha deciso l’Istituto.

Il confronto. È vero che in Sardegna, rispetto alla settimana critica di metà gennaio, sono migliorati tutti i parametri. L’Rt, il rischio di contagio, infatti è sceso dallo 0,95 allo 0,81 per cento, e anche la saturazione dei posti letto in terapia intensiva è ritornata ad allontanarsi, ben 10 punti, dalla soglia di sicurezza del 30. Oppure, come confermato dalla Fondazione Gimbe, è da giorni in discesa anche il rapporto casi positivi-tamponi, dal 5,2 al 4,6 per cento. Ma – sempre secondo l’Istituto superiore – sono «tutti dati frutto della settimana in fascia arancione» e quindi, a questo punto, «il rientro nella fascia a basso rischio, quella gialla, avverrà solo dopo il 7 febbraio».

Dura reazione. Il governatore Christian Solinas ha replicato subito. «Ricorriamo al Tar della Sardegna contro l’ultima ordinanza del ministero della Salute, per difendere i legittimi diritti dei sardi contro un provvedimento immotivato. Provvedimento che di nuovo danneggia in modo grave il nostro tessuto economico e produttivo, affliggendo la Sardegna con un nuovo insopportabile atto di prevaricazione». Per aggiungere: «La conferma in zona in arancione è un’evidente ingiustizia, nonostante tutti gli indicatori avrebbero consentito il ritorno in fascia gialla» e la decisione è stata presa «senza neanche prendere in considerazione le controdeduzioni della Regione».

Ricorso al Tar. È stato depositato ma non ancora formalizzato. Cosa c’è scritto? Per ora è stato tenuto segreto dalla Regione. Ma qualche anticipazione è trapelata: «L’ordinanza dev’essere annullata, perché il ministero non ha rispettato la norma che prevede un aggiornamento settimanale della tipologia dei colori». Poi: «C’è stato un secondo difetto d’istruttoria, con il mancato coinvolgimento della Regione, fino a non prendere in esame neanche i nuovi riscontri inviati allo stesso ministero».

Protesta e alzata di scudi. Di mattina proprietari e dipendenti di ristoranti, bar e pizzerie hanno protestato. Un minuto di silenzio, davanti ai locali, per dire basta alla chiusura totale, a parte l’asporto, e forse speravano in un miracolo da lunedì in poi: sono rimasti e per loro è arrivata la seconda mazzata. «Come in passato, siamo di fronte a una decisione ingiusta, presa da un Governo, o da quello che ne è rimasto, capace solo di prorogare le chiusure», è stato il commento a caldo del deputato Ugo Cappellacci di Forza Italia. Poi ribadito dal deputato Salvatore Deidda, Fdi: «Le contraddizioni della Cabina di regia nazionale sono palesi e non possono essere accettate dai sardi».

Atto d’accusa. Per i Progressisti, con il capogruppo Francesco Agus, invece «Solinas ha illuso, come sempre i sardi, dando vita a un’inutile crociata e nascondendo che le responsabilità della Regione, incapace di gestire l’emergenza». Per concludere: «il governatore non ha nessuna possibilità di vincere al Tar, mentre avrebbe fatto meglio a sollecitare una suddivisione delle Regioni in due fasce, e quindi senza ibridi incapaci di contenere il contagio e penalizzanti solo per le imprese».

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