Voto di scambio alle elezioni regionali indagato De Giorgi
Avrebbe promesso posti di lavoro in cambio di preferenze Ma il consigliere ex Forza Paris respinge tutte le accuse
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il consigliere regionale Valerio De Giorgi, ispettore della Finanza eletto con Forza Paris e ora confluito nel gruppo misto, è indagato dalla Procura di Cagliari con l’accusa di voto di scambio. A De Giorgi, dopo la notifica dell’informazione di garanzia, sono stati sequestrati alcuni documenti e il cellulare, che sono in mano agli investigatori. Il consigliere regionale, assistito dall’avvocato Massimiliano Ravenna, ha contestato la fondatezza delle accuse ma ha anche ribadito la sua più completa fiducia nella magistratura. «Ovviamente De Giorgi è molto dispiaciuto – spiega Ravenna – ma per nulla intimorito perché convinto della sua estraneità all’accusa. Anzi, per il momento non possiamo nemmeno parlare di accusa perché di fatto non esiste un capo di imputazione. In ogni caso, l’indagine è in mano ad un magistrato molto bravo e quindi in grado di risolvere la questione in un breve lasso di tempo. Purtroppo – conclude l’avvocato Ravenna – non ho ulteriori elementi che possano aggiungere qualcosa a quanto è già stato detto».
A notificare una richiesta di acquisizione di documenti, venerdì mattina, sono stati i colleghi finanzieri del Nucleo di Cagliari che stanno lavorando su delega del pubblico ministero Giangiacomo Pilia: l’ipotesi dell’accusa è che il consigliere regionale abbia promesso posti di lavoro in cambio di preferenze alle elezioni regionali del 2019. Un esposto, forse anonimo, arrivato in Procura ha portato alla convocazione di alcune persone, sentite dai militari perché informate sui fatti. Alcuni di loro avrebbero confermato di aver ricevuto la promessa dall’allora candidato: a quel punto il loro interrogatorio è stato interrotto e sono stati inviati a nominare un difensore. Oltre a questo, poco o nulla filtra in merito all'indagine della Finanza, salvo che i militari avrebbero già acquisito i documenti in Consiglio regionale. Il consigliere regionale, che ha origini pugliesi, è il presidente della terza commissione che ha competenza per quanto riguarda programmazione, bilancio, contabilità, credito, finanza e tributi, partecipazioni finanziarie, demanio e patrimonio, politiche europee, rapporti con l’Unione europea, partecipazione alla formazione degli atti europei, cooperazione internazionale. (c.z.)
A notificare una richiesta di acquisizione di documenti, venerdì mattina, sono stati i colleghi finanzieri del Nucleo di Cagliari che stanno lavorando su delega del pubblico ministero Giangiacomo Pilia: l’ipotesi dell’accusa è che il consigliere regionale abbia promesso posti di lavoro in cambio di preferenze alle elezioni regionali del 2019. Un esposto, forse anonimo, arrivato in Procura ha portato alla convocazione di alcune persone, sentite dai militari perché informate sui fatti. Alcuni di loro avrebbero confermato di aver ricevuto la promessa dall’allora candidato: a quel punto il loro interrogatorio è stato interrotto e sono stati inviati a nominare un difensore. Oltre a questo, poco o nulla filtra in merito all'indagine della Finanza, salvo che i militari avrebbero già acquisito i documenti in Consiglio regionale. Il consigliere regionale, che ha origini pugliesi, è il presidente della terza commissione che ha competenza per quanto riguarda programmazione, bilancio, contabilità, credito, finanza e tributi, partecipazioni finanziarie, demanio e patrimonio, politiche europee, rapporti con l’Unione europea, partecipazione alla formazione degli atti europei, cooperazione internazionale. (c.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
