In bilico tra giallo e arancio appesi alla decisione del Tar
di Umberto Aime
Oggi il responso sul ricorso della Regione contro l’ordinanza del ministero
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CAGLIARI. L’attesa continua: la Sardegna sarà ancora in fascia arancione fino al 7 febbraio, oppure di nuovo gialla con ben cinque giorni d’anticipo rispetto all’ultimo diktat del Governo? La risposta è ancora tutte nelle mani del Tar. Il presidente Dante D’Alessio avrebbe dovuto decidere ventiquattr’ore fa, ma ha rinviato a oggi la pubblicazione del suo decisivo decreto. Il motivo del rinvio è presto spiegato: l’Avvocatura generale dello Stato per conto del ministero della salute non ha inviato solo i documenti tecnico-scientifici – tra l’altro sollecitati dallo stesso presidente del Tar sin da domenica – e con cui riconfermerebbe la retrocessione della Sardegna da gialla ad arancione, ma si è proprio costituita in giudizio. Ha presentato, in tarda mattinata, una memoria con cui di fatto ribadirebbe «la competenza primaria ed esclusiva del Governo nella gestione dell’emergenza sanitaria», e quindi nel «dover imporre ogni due settimane alle Regioni, secondo le scadenze previste dall’Istituto superiore di sanità, una delle tre possibili prescrizioni – vanno dal giallo all’arancione fino al rosso – in base ai dati inviati dalle stesse Regioni e poi calcolati attraverso un algoritmo». Dunque, in estrema sintesi, gli avvocati del ministero della salute vorrebbero l’immediato rigetto, leggi bocciatura, del ricorso presentato fra venerdì e sabato dalla Regione. Oggi si saprà chi avrà vinto la sfida davanti al Tar.
L’attacco Anche la Giunta non è rimasta con le mani in mano. Attraverso gli avvocati della Regione – Mattia Pani e Sonia Sau – ha ribadito il contenuto del ricorso. È una posizione, quella del governatore Solinas, ormai ferma e chiara da giorni. Il 14 gennaio la Cabina di regia nazionale avrebbe modificato in corsa alcuni parametri non permettendo poi alla Regione di «inviare i nuovi dati con cui avrebbe potuto contestare il passaggio della Sardegna nella fascia ad alto rischio, quella arancione, appunto» Ancora: la stessa Cabina di regia non avrebbe tenuto neanche conto della possibilità di ricalcolare le prescrizioni dopo la settimana dal 24 al 31 gennaio – è stata la prima trascorsa in zona arancione – nonostante l’ipotesi sia prevista dal Dpcm». Infine, l’Istituto superiore di sanità – sempre secondo gli avvocati della Regione – non avrebbe preso in considerazione gli «ulteriori 44 posti letto in terapia intensiva, a Sassari e a Cagliari» e ancora meno «l’immediato andamento positivo di tutti i paramenti previsti dalle tabelle ministeriali». La conclusione del ricorso, in buona sostanza, è racchiusa sin da sabato nella replica a caldo del governatore Christian Solinas dopo la conferma di un’altra settimana in fascia arancione e comunque fino al 7 febbraio: «Siamo rimasti vittima di un’ingiustizia immotivata». Sono tutte contestazioni che, domenica sera, sembravano aver fatto breccia nell’aula del Tar. E infatti il presidente Dante D’Alessio, con un’ordinanza interlocutoria, aveva deciso ulteriori indagini, leggi l’acquisizione di documenti che dovevano essere inviati dal ministero, per capire i motivi per cui la Cabina di regia avesse continuato a mantenere la Sardegna in fascia arancione. I documenti, insieme alla costituzione in giudizio sono arrivati dopo 24 ore, e oggi il Tar dovrà decidere quale fra le due parti in causa uscirà vittoriosa dalla contesa amministrativa.
La lettera M5s. Fra domenica e lunedì a far pressione sul ministro della salute, Roberto Speranza, sono stati anche i parlamentari sardi del Movimento Cinque stelle. In una lettera Emanuela Corda, Mario Perantoni, Lucia Scanu, Luciano Cadeddu, Pino Cabras ed Emiliano Fenu hanno scritto: «Stiamo raccogliendo le segnalazioni di tantissimi cittadini e imprenditori. Sono loro a denunciare i nuovi gravi danni subiti a causa degli ultimi blocchi imposti con degli automatismi irragionevoli e sproporzionati». Secondo i parlamentari, «oggi è indispensabile capire prima di tutto in base a quali calcoli la Sardegna sia stata inserita per due settimane di seguito in fascia arancione e poi sapere con certezza quando dovrebbe scattare il ritorno in zona gialla visto che ormai tutti i parametri sono in discesa».
L’attacco Anche la Giunta non è rimasta con le mani in mano. Attraverso gli avvocati della Regione – Mattia Pani e Sonia Sau – ha ribadito il contenuto del ricorso. È una posizione, quella del governatore Solinas, ormai ferma e chiara da giorni. Il 14 gennaio la Cabina di regia nazionale avrebbe modificato in corsa alcuni parametri non permettendo poi alla Regione di «inviare i nuovi dati con cui avrebbe potuto contestare il passaggio della Sardegna nella fascia ad alto rischio, quella arancione, appunto» Ancora: la stessa Cabina di regia non avrebbe tenuto neanche conto della possibilità di ricalcolare le prescrizioni dopo la settimana dal 24 al 31 gennaio – è stata la prima trascorsa in zona arancione – nonostante l’ipotesi sia prevista dal Dpcm». Infine, l’Istituto superiore di sanità – sempre secondo gli avvocati della Regione – non avrebbe preso in considerazione gli «ulteriori 44 posti letto in terapia intensiva, a Sassari e a Cagliari» e ancora meno «l’immediato andamento positivo di tutti i paramenti previsti dalle tabelle ministeriali». La conclusione del ricorso, in buona sostanza, è racchiusa sin da sabato nella replica a caldo del governatore Christian Solinas dopo la conferma di un’altra settimana in fascia arancione e comunque fino al 7 febbraio: «Siamo rimasti vittima di un’ingiustizia immotivata». Sono tutte contestazioni che, domenica sera, sembravano aver fatto breccia nell’aula del Tar. E infatti il presidente Dante D’Alessio, con un’ordinanza interlocutoria, aveva deciso ulteriori indagini, leggi l’acquisizione di documenti che dovevano essere inviati dal ministero, per capire i motivi per cui la Cabina di regia avesse continuato a mantenere la Sardegna in fascia arancione. I documenti, insieme alla costituzione in giudizio sono arrivati dopo 24 ore, e oggi il Tar dovrà decidere quale fra le due parti in causa uscirà vittoriosa dalla contesa amministrativa.
La lettera M5s. Fra domenica e lunedì a far pressione sul ministro della salute, Roberto Speranza, sono stati anche i parlamentari sardi del Movimento Cinque stelle. In una lettera Emanuela Corda, Mario Perantoni, Lucia Scanu, Luciano Cadeddu, Pino Cabras ed Emiliano Fenu hanno scritto: «Stiamo raccogliendo le segnalazioni di tantissimi cittadini e imprenditori. Sono loro a denunciare i nuovi gravi danni subiti a causa degli ultimi blocchi imposti con degli automatismi irragionevoli e sproporzionati». Secondo i parlamentari, «oggi è indispensabile capire prima di tutto in base a quali calcoli la Sardegna sia stata inserita per due settimane di seguito in fascia arancione e poi sapere con certezza quando dovrebbe scattare il ritorno in zona gialla visto che ormai tutti i parametri sono in discesa».
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