«La giustizia ha fatto il suo corso, ma non si può essere contenti»
Le sentenze di primo grado si erano portate dietro una scia di emozioni fortissime. Stavolta è tutto più ovattato. «Non mi aspettavo nulla di diverso – dice sollevata Fabiola Balardi, la madre di...
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Le sentenze di primo grado si erano portate dietro una scia di emozioni fortissime. Stavolta è tutto più ovattato. «Non mi aspettavo nulla di diverso – dice sollevata Fabiola Balardi, la madre di Manuel –. Non sono una persona esperta di giustizia e temevo potessero esserci delle modifiche rispetto alla sentenza di primo grado. Sarebbe stato un grande dolore». Più legato alla procedura è invece il commento dell’avvocato Luciano Rubattu che tutelava proprio la madre della vittima: «A dispetto delle tesi difensive, questo è il quarto pronunciamento, comprendendo quelli della sezione minorile, che certifica la correttezza della accuse e la differenziazione dei ruoli in questa vicenda». Fuori dall’aula Corrado Careddu, il padre di Manuel, si lascia andare: «È giusto così. Non posso dire di essere contento, ma almeno la giustizia ha fatto il suo corso. Certo, loro sono vivi, Manuel no». E Gian Francesco Piscitelli, che lo tutelava come avvocato di parte civile, ribadisce: «Non poteva che andare così, ma non può esserci soddisfazione dopo una vicenda del genere: c’è un ragazzo che nessuno restituirà ai familiari, ce ne sono altri sei che avranno tempo per metabolizzare i loro gesti che significano una sconfitta della società». Lontano da Cagliari, a Oristano, il procuratore Ezio Domenico Basso che assieme al collega Andrea Chelo aveva condotto l’indagine sottolinea quanto valido fosse stato il lavoro fatto dagli inquirenti: «Avere una conferma sulla validità dell’impianto accusatorio, certifica che la nostra azione è stata all’altezza di un caso così importante e difficile. Il riscontro che arriva dalla Corte d’assise d’appello non riguarda solo l’individuazione dei responsabili, ma anche il ruolo che ciascuno di loro ha ricoperto. La soddisfazione però è tale solo dal punto di vista professionale, perché nulla può cancellare il contorno entro il quale la vicenda si è svolta». (e.carta)
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