La Nuova Sardegna

Risolto il caso giudiziario “Bandito” torna in edicola

di Simonetta Selloni
Risolto il caso giudiziario “Bandito” torna in edicola

Disponibile da oggi con la Nuova il libro di Laura Secci sulla vita di Matteo Boe La difesa dell’ex latitante di Lula: «Valutiamo se proseguire l’azione legale» 

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NUORO. Torna oggi in edicola, in abbinamento con La Nuova Sardegna, il libro “Bandito - Matteo Boe: la vita, il carcere, la libertà”, scritto dalla giornalista Laura Secci per le edizioni Il Maestrale. L’opera, un romanzo-verità scritto sulla base della fitta corrispondenza e degli incontri tra l’ex latitante e l’autrice, ha fatto la sua comparsa in edicola il 9 gennaio ed è andato letteralmente a ruba. Il libro è quindi diventato un caso giudiziario dopo il ritiro dalla distribuzione disposto dal giudice Salvatore Falzoi, della sezione monocratica civile del tribunale di Nuoro. Al tribunale si era rivolto con un ricorso Matteo Boe, attraverso la sua avvocata Annarita Mureddu, chiedendo la non pubblicazione – o divulgazione, visto il caso – del libro, con un provvedimento cautelare d’urgenza. Lo stesso giudice si è poi dichiarato incompetente e per materia, in favore della Sezione specializzata in materia d’impresa istituita nel tribunale di Cagliari, e ha condannato Boe alle spese processuali. Di conseguenza, il libro è ridiventato libero di tornare in edicola.

La motivazione alla base del ricorso presentato c’era il fatto che Boe non avrebbe prestato il consenso alla pubblicazione. Nonostante lui stesso avesse letto il libro prima che andasse in stampa, e nonostante la lunga frequentazione tra l’ex latitante – condannato a 20 anni per il sequestro del piccolo Farouk Kassam – e l’autrice.

Il giudice aveva accolto il ricorso - nei confronti dell’autrice e della casa editrice - e aveva disposto il ritiro del libro, fissando poi a una udienza successiva la discussione sul merito. Il 21 gennaio scorso in tribunale a Nuoro si sono quindi trovati l’ex latitante, l’autrice del libro, la giornalista Laura Secci assistita dagli avvocati Pina Francesca Mastroni, Gianni Pinna e Pietro Sanna e, per la casa editrice, Giuseppe Podda assistito dall’avvocato Paolo Tuffu. La linea di difesa degli avvocati dell’autrice e della casa editrice è stata univoca: «Riteniamo di aver apportato elementi sufficienti a chiarire la piena legittimità dell’operato dell’autrice e della casa editrice, compreso il consenso scritto a suo tempo rilasciato da Boe per la pubblicazione dell’opera. Fermo restando che si tratta di un romanzo-verità, frutto dell’opera dell’ingegno dell’autrice che neppure necessitava del prestato consenso». Ma quel consenso, secondo Secci e Il Maestrale, era agli atti.

Il giudice del tribunale di Nuoro non è entrato nel merito della vicenda. Si è limitato a dichiararsi incompetente, e qualunque altra eventuale azione dovrà riferirsi quindi ad altro giudice, ossia la sezione specializzata in materia di impresa nel tribunale di Cagliari. «Non abbiamo deciso se proseguire l’azione, lo stiamo valutando», ha detto ieri l’avvocata di Boe, Annarita Mureddu.

Intanto oggi il libro torna in edicola. Nei pochi giorni in cui vi si è affacciato, ha evidentemente incuriosito i lettori. Che lo hanno comprato. Anche le copie rimesse in vendita in abbinamento con La Nuova Sardegna, dopo l’ordinanza che di fatto revocava il sequestro, sono andate esaurite in breve tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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