La Nuova Sardegna

Ganau: basta con gli squilibri nella sanità

di Alessandro Pirina
Ganau: basta con gli squilibri nella sanità

Il capogruppo Pd: «Davanti alla malattia siamo tutti uguali». Sul Recovery: «Bene l’apertura di Solinas, ora venga in aula»

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SASSARI. Ganau incassa il sì di Solinas a un’azione bipartisan sul Recovery fund e ora rilancia sulla sanità: la Regione metta fine allo squilibrio nella distribuzione delle risorse. Il capogruppo del Pd, insomma, chiede che quel principio di uguaglianza che in Sardegna ha sempre latitato venga finalmente fatto rispettare. «Bisogna superare la determinazione dello storico – sostiene Gianfranco Ganau –. Questi squilibri, denunciati anche dall’ex ministro Beppe Pisanu, rappresentano un elemento di diseguaglianza inaccettabile». Nelle scorse settimane il governatore Christian Solinas aveva annunciato che Sassari avrebbe ricevuto le stesse risorse di Cagliari. «Ma oltre quelle dichiarazioni non abbiamo avuto altri segnali. È un problema che si ripropone da sempre sulla base di una attribuzione storica, mai riportato a un riequilibrio. Bisogna invece arrivare a una distribuzione più bilanciata, a prescindere dal territorio. Vorrei ricordare che davanti alla malattia siamo tutti uguali».

Ganau, dunque, insiste con Solinas affinché la distribuzione delle risorse della sanità avvenga pro capite e non in base alla provincia. Un pressing che il capogruppo Pd spera vada a buon fine. Come è andato quello sul Recovery fund. È vero, per ora, si tratta solo di parole, ma Solinas, nel suo intervento sulla Nuova, ha accolto il suo appello per un’azione bipartisan per gestire il mega tesoretto targato Ue per il rilancio dell’economia dopo lo tsunami Covid. «Non posso che prendere atto dell’apertura del presidente Solinas sulla necessità di un’azione condivisa su tre o quattro progetti – dice Ganau – ma non posso non sottolineare il ruolo sempre responsabile avuto dall’opposizione in questi mesi sui temi a favore dell’economia, del lavoro e della famiglia. Lo scorso anno abbiamo approvato la Finanziaria in 45 minuti. L’assestamento di bilancio che metteva in campo 400 milioni l’ultimo giorno utile. E lo stesso discorso vale per la legge 22 sui lavoratori autonomi, anche se purtroppo dopo sei mesi solo il 30 per cento delle risorse sono arrivate a destinazione. Noi siamo sempre stati responsabili ma ora ben venga l’apertura di Solinas». Alle parole, però, devono seguire i fatti. Ed ecco che Ganau chiede al governatore di riferire in aula. «In realtà, è da giugno che noi sollecitiamo un ampio confronto per trovare 3 o 4 progetti strategici. Noi la nostra parte l’abbiamo sempre fatta, ma purtroppo non sono mai arrivate risposte puntuali. Da giugno chiediamo di puntare su una rete ferroviaria che consenta collegamenti in poco più di un’ora tra Cagliari e Sassari con locomotori a idrogeno, di scommettere sulla digitalizzazione della società con programmi di alfabetizzazione per tutti, di infrastrutturare i porti. E faccio anche una mia proposta: si potrebbe presentare un piano di riforestazione che compensi lo scippo ottocentesco dei nostri boschi. Sono tutti temi che stanno dentro il Recovery ma che hanno bisogno di essere discussi e condivisi da tutte le parti: una cabina di regia con partiti, sindacati, associazioni imprenditoriali. Non c’è scritto da alcuna parte che i fondi sono destinati alla Sardegna a prescindere – avverte Ganau –, bisogna essere capaci di presentare progetti. Se non abbiamo questa capacità rischiamo di non avere quelle risorse». Infine, capitolo opposizioni. Solinas, nel suo intervento, ha tenuto a distinguere il Pd da «altri gruppi minoritari» che hanno scelto «la demonizzazione dell’avversario». Ma Ganau a questa fotografia non ci sta. «Le opposizioni hanno posizioni unitarie e univoche».

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