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Il decreto infiamma lo scontro politico

Il decreto infiamma lo scontro politico

Il centrodestra attacca il Governo, per l’opposizione situazione causata dagli errori della Giunta

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CAGLIARI . Il decreto del Tar, sfavorevole alla Regione, è sfociato in un inevitabile scontro politico fra centrodestra e opposizioni. Dappertutto s’è scatenato un botta e risposta sul caso Sardegna.

I contrari. La Lega è scesa in campo con tutti gli effettivi, a cominciare dal segretario nazionale Matteo Salvini. «Solidarietà ai sardi – ha detto - Ancora una volta, purtroppo, sono stati affondati da un Governo incapace». Poi sono arrivate le parole dure del coordinatore regionale Eugenio Zoffili, «questa pagliacciata dei colori, inutile e dannosa, deve finire al più presto», della senatrice Lina Lunesu, «abbiamo incassato un altro pesante e immotivato schiaffo da Roma», e del gruppo in Consiglio regione: «Siamo orgogliosi di come la Regione abbia provato a far valere le nostre ragioni», sono state le parole usate da Dario Giagoni, Pierluigi Saiu e Michele Ennas. È sceso in campo anche il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, anche lui della Lega: «La decisione del Tar va rispettata, ma le imposizioni del Governo continuano a essere troppo rigide e inadatte a gestire l’emergenza economica. Ora servono immediati ristori per le imprese e i lavoratori in ginocchio da troppo tempo» Il Psd’Az, con un comunicato del capogruppo Franco Mula, ha sparato ad alzo zero: «Quella che abbiamo letto è una decisione sospetta e offensiva. Dà ragione, purtroppo, a un atto arbitrario e vergognoso di un Governo platealmente ostile alla Sardegna». Fratelli d’Italia ha commentato con il deputato Salvatore Deidda, «Chi festeggia per la sconfitta della Regione, è contro i sardi», e il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu: «Offro un suggerimento a chi ha la gestione nazionale della pandemia: usi maggiormente la ragione se vuole rispettare la molta gente che soffre».

Gli accusatori. Il fronte delle opposizioni hanno scelto soprattutto Christian Solinas come bersaglio. Una prima sintesi potrebbe essere questa: «È stata una follia illudere i sardi che tutto sarebbe potuto cambiare da un giorno all’altro. È stato un errore anche l’aver soffiato sulla disperazione di chi è allo stremo». Per poi passare al monito lanciato da Eugenio Lai, consigliere regionale di Liberi e Uguali: «Il governatore fare bene a chiedere scusa ai sardi. È per colpa della Regione se i locali pubblici sono rimasti chiusi per due settimane consecutive». Anche per la deputata Mara Lapia del gruppo Misto: «Le responsabilità di questa debacle, l’ennesima del centrodestra in Sardegna, le responsabilità vanno trovate a Cagliari e non a Roma». È proprio la «Giunta ad aver sbagliato tutto fin dall’organizzazione degli ospedali nelle diverse fasi della pandemia – ha ribadito Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti – ma oggi è indispensabile che i criteri nazionali siano modificati al più presto, per evitare che degli errori palesi, come quelli commessi finora dalla Regione, provochino altri danni». E infatti, secondo Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd in Consiglio regionale «in questa vicenda, come avevamo previsto sin dall’inizio, non ci sono vincitori, ma solo vinti, perché a essere sconfitti sono stati tutti i sardi e non certo per colpa loro». Però, in un altro passaggio, «ora basta con lo scaricabarile, come abbiamo visto fare finora dalla Giunta di centrodestra, il presidente Solinas si assumano finalmente la responsabilità del mancato controllo dell'epidemia e attivi, seduta stante, gli opportuni interventi di ristoro per le attività commerciali e produttive e a favore di tutti coloro che sono stati danneggiati dall’incompetenza dimostrata, in questi drammatici mesi, da chi sta al governo della Regione». Anche i 5 stelle, con Michele Ciusa e Desirè Manca, hanno puntato il dito contro la Giunta: «Un castello di bugie, costruito da Solinas e dai suoi sodali sin dall’inizio dell’emergenza, è crollato miseramente, nonostante abbiano cercato di cementarlo con le sofferenze causate da loro stessi. Chi governa faccia mea culpa, la Sardegna oggi ha bisogno di certezze e tempestività nelle azioni contro la pandemia. Basta con altre balle un tanto al chilo». Per chiudere con Paolo Maninchedda, che sul sito Sardegna e Libertà ha lanciato il neologismo i governanti quaquaraquà. (ua).



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