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Ora si rischia anche la beffa di un’altra domenica di divieti

Ora si rischia anche la beffa di un’altra domenica di divieti

La revisione potrebbe arrivare solo lunedì. Intanto l’epidemia frena: solo 71 casi Piano dei vaccini: unità mobile dell’esercito e via alla campagna nelle Rsa

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CAGLIARI. Nel giorno in cui il Tar dà torto alla Regione e conferma la Sardegna in zona arancione (con tutto quello che comporta in materia di restrizioni), all’orizzonte potrebbe esserci un’altra mazzata. La Sardegna potrebbe essere anche l’unica a pagare il pegno di addirittura tre domeniche consecutive con le serrande abbassate quasi dovunque. Questo perché, oltre alle ultime due, 24 e 31 gennaio, anche la prossima – il 7 febbraio – finirà sotto il tallone della fascia arancione. Finora non è accaduto a nessun’altra regione. A meno che dopodomani, come fa ogni settimana, la Cabina di regia non riveda i colori e quindi abbuoni alla Sardegna la terza domenica di semi lockdon. Ma potrebbe non bastare: l’ultima ordinanza del ministero della salute è entrata in vigore lunedì scorso e quindi la prossima dovrebbe scattare l’8 febbbraio, il giorno dopo la fine delle due settimane consecutive in zona arancione nella fascia e di conseguenza solo quel giorno, lunedì prossimo, la Sardegna dovrebbe essere autorizzata a rientrare nella meno penalizzante fascia gialla.

Il bollettino. Arrivano comunque buone notizie dal fronte del contagio. Rimane alto il numero dei morti: ancora 8 in un rosario di lutti che sembra non avere fine, ma la diffusione del virus pare aver cominciato a rallentare da diversi giorno. Nell’ultimo bollettino dell’Unità di crisi regionale si contano infatti 71 nuovi casi. Non si registrava un dato così basso dal 6 ottobre 2020, quando i contagi furono 63. Anche il tasso di positività continua a essere in discesa: s’è assestato intorno al 2 per cento rispetto a 3.428 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. È in calo anche il numero dei pazienti ricoverati: 430 nei reparti non intensivi (-9 rispetto al giorno precedente) e 34 (-5) in terapia intensiva. Il numero dei guariti è salito in tutto fino a 22.312 (+527).

Fronte vaccini. Consolidato l’arrivo delle fiale Pfizer e Moderna, quelle a disposizione nei prossimi 28 giorni dovrebbero essere quasi 76mila, l’Ats-Ares ha allo studio l’organizzazione della fase in cui a essere immunizzati saranno gli ospiti delle oltre cinquanta residenze sanitarie per anziani. Confermato l’accordo con l’Unità mobile messa a disposizione dai medici dell’Esercito, che è stata decisiva nelle prime due ondate della pandemia, l’Azienda ha attivato anche le sue equipe itineranti. Saranno per ora tre, ma potrebbero aumentare se fosse necessario, comunque sin da lunedì avranno il compito di vaccinare chi è ricoverato nelle Rsa. «I team sono pronti – fanno sapere dall’Ats-Ares – e anche le nostre Unità mobili sono state attrezzate per il trasporto e la conservazione delle fiale nelle diverse sedi assegnate». Medici e infermieri dell’Azienda collaboreranno col «personale sanitario delle Rsa, perché questa fase della campagna vaccinale sia capillare e metta al sicuro, il più in fretta possibile, una delle fasce sociale ancora fra le più fragili». Ma sopratutto è quella che ha pagato finora il prezzo più pesante e drammatico. (ua)

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