Sì alle nuove norme, il Puc cambia faccia
di Giovanni Bua
In aula arriva l’adozione definitiva. Il sindaco Campus: «Abbiamo evitato di creare una città nella città a Predda Niedda»
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SASSARI. Opposizioni sul piede di guerra, “cuccurediani” a corrente alternata (alla fine hanno votato sì), tempi lunghi ma quasi nessun dibattito. Se non le attese fiammate su qualche osservazione particolarmente pesante (l’area Multineddu) e un robusto batti e ribatti tra sindaco e Pd nelle dichiarazioni di voto finali. Passano con il minimo sforzo (20 favorevoli e 4 contrari) le nuove norme tecniche attuative del Puc, presentate dall’assessora Alessandra Corda e votate ieri pomeriggio in via definitiva durante una lunga seduta del consiglio comunale.
Una pratica giunta all’ultimo metro nella passata consiliatura (mancava l’ultimo passaggio in aula), congelata dal sindaco Campus non appena insediato, riscritta in parte e approvata preliminarmente a giugno 2020. Norme che, pur rispettando per il 90 per cento la “versione Sanna” cambiano alcune carte in tavola. Soprattutto a Predda Niedda, la zona D del piano urbanistico (che segnala le aree produttive) da cui scompaiono una lunga serie di destinazioni d’uso previste nella precedente versione.
«A Predda Niedda erano previste destinazioni d’uso incredibili – ha sottolineato il sindaco Nanni Campus – al limite del criminale. Cinema, discoteche, sale ritrovo e teatri. E, dentro i centri commerciali esistenti, ancora peggio, con il via libera a laboratori artigianali, ambulatori, centri per la cura degli animali. Una città nella città che rischiava di sorgere a discapito della città compatta. Questo abbiamo deciso di stralciare. Lasciando solo la somministrazione di alimenti e bevande, ma non all’interno dei centri commerciali esistenti, e la possibilità di fare a Predda Niedda solo centri congressi, che hanno bisogno di ampi spazi. E facendo in modo che le altre attività trovino posto all’interno del tessuto urbano. Non è vero che non abbiamo visione, e a chi lo dice chiedo cosa ha lasciato in termine di opere, sviluppo, occasioni. Io ho giocato in serie A, sono abituato al confronto politico, ma queste non sono critiche, è disinformazione».
Chiuso il lucchetto su Predda Niedda si aprono però un’altra serie di possibilità tutte da esplorare, date da accorpamenti e semplificazioni. In particolare delle zone G, quelle dei servizi generali in gran parte nella fascia periurbana. Con un accorpamento delle G1 in una maxi zona con destinazioni d’uso che comprenderanno formazione, salute, attività culturali, ricreative, di spettacolo. E l’apertura alle iniziative commerciali.
Spazio poi a una variazione delle zone standard, le zone S. Anche qui si apre ai privati per realizzazioni di opere per la collettività (fino ad oggi dovevano per forza essere opere pubbliche). Da notare poi la modifica della zona di piazza Mazzotti che da zona A2 a massima tutela cambia e diventa S4, per rendere possibile la costruzione del posteggio interrato più volte annunciato dalla giunta Campus, che non ha mancato di provocare polemiche.
Infine la variante prevede una serie di semplificazioni per il recupero di aree storiche di fatto abbandonate come le ex concerie Costa e Dau, gli ex Mulini Ardisson e le ex semolerie Azzena, per le quali si introduce la possibilità di intervenire anche tramite Pua di iniziativa privata e non, come ora, solo con piani particolareggiati di iniziativa pubblica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una pratica giunta all’ultimo metro nella passata consiliatura (mancava l’ultimo passaggio in aula), congelata dal sindaco Campus non appena insediato, riscritta in parte e approvata preliminarmente a giugno 2020. Norme che, pur rispettando per il 90 per cento la “versione Sanna” cambiano alcune carte in tavola. Soprattutto a Predda Niedda, la zona D del piano urbanistico (che segnala le aree produttive) da cui scompaiono una lunga serie di destinazioni d’uso previste nella precedente versione.
«A Predda Niedda erano previste destinazioni d’uso incredibili – ha sottolineato il sindaco Nanni Campus – al limite del criminale. Cinema, discoteche, sale ritrovo e teatri. E, dentro i centri commerciali esistenti, ancora peggio, con il via libera a laboratori artigianali, ambulatori, centri per la cura degli animali. Una città nella città che rischiava di sorgere a discapito della città compatta. Questo abbiamo deciso di stralciare. Lasciando solo la somministrazione di alimenti e bevande, ma non all’interno dei centri commerciali esistenti, e la possibilità di fare a Predda Niedda solo centri congressi, che hanno bisogno di ampi spazi. E facendo in modo che le altre attività trovino posto all’interno del tessuto urbano. Non è vero che non abbiamo visione, e a chi lo dice chiedo cosa ha lasciato in termine di opere, sviluppo, occasioni. Io ho giocato in serie A, sono abituato al confronto politico, ma queste non sono critiche, è disinformazione».
Chiuso il lucchetto su Predda Niedda si aprono però un’altra serie di possibilità tutte da esplorare, date da accorpamenti e semplificazioni. In particolare delle zone G, quelle dei servizi generali in gran parte nella fascia periurbana. Con un accorpamento delle G1 in una maxi zona con destinazioni d’uso che comprenderanno formazione, salute, attività culturali, ricreative, di spettacolo. E l’apertura alle iniziative commerciali.
Spazio poi a una variazione delle zone standard, le zone S. Anche qui si apre ai privati per realizzazioni di opere per la collettività (fino ad oggi dovevano per forza essere opere pubbliche). Da notare poi la modifica della zona di piazza Mazzotti che da zona A2 a massima tutela cambia e diventa S4, per rendere possibile la costruzione del posteggio interrato più volte annunciato dalla giunta Campus, che non ha mancato di provocare polemiche.
Infine la variante prevede una serie di semplificazioni per il recupero di aree storiche di fatto abbandonate come le ex concerie Costa e Dau, gli ex Mulini Ardisson e le ex semolerie Azzena, per le quali si introduce la possibilità di intervenire anche tramite Pua di iniziativa privata e non, come ora, solo con piani particolareggiati di iniziativa pubblica.
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