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Bloccate le Province, sarà la Finanziaria a passare per prima

Bloccate le Province, sarà la Finanziaria a passare per prima

Messo alle strette dalle opposizioni, il centrodestra ci ripensa Approvata una legge sul turismo, ma è polemica sui click day

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CAGLIARI. La riforma delle Province è rimasta al palo. Pressato dalle opposizioni, decise anche ad occupare l’aula, il centrodestra ha dovuto virare verso la Finanziaria. Tutto il resto verrà dopo, dagli enti locali fino alla legge sugli staff della Giunta. Martedì, in commissione bilancio, comincerà il confronto sulla contabilità 2021, dovrebbe essere intorno agli 8,5 miliardi, e dopo una settimana approvata dal Consiglio. Sarà un testo provvisorio, come ribadito più volte dall’assessore Giuseppe Fasolino. «Fino a quando non conosceremo l’ammontare esatto delle entrate e quanto il Governo ci trasferirà per azzerare gli effetti della la crisi Covid, non possiamo spingerci oltre», ha detto nel presentare la bozza ai capigruppo di maggioranza e minoranza. A essere coperte, o meglio garantite, saranno per ora solo le spese fisse, dalla continuità territoriale aerea al Fondo unico per i Comuni. Il pacchetto investimenti, invece, sarà rinviato all’assestamento di bilancio, annunciato a cavallo fra marzo e aprile.

Il duello. Di prima mattina Pd, M5s, Progressisti e Leu hanno bloccato i lavori del Consiglio. «Senza la Finanziaria, non andrete da nessuna parte», è stato l’ultimatum, con subito dopo la minaccia: «Se insisterete ancora con le Province e gli staff, occuperemo». Il centrodestra è stato preso alla sprovvista. Ha provato a resistere, ma alla fine l’ordine del giorno è stato stravolto, con il sorpasso definitivo della Finanziaria.

Via libera. L’unica eccezione ammessa è stata per una legge sul turismo. Con sette articoli, il centrodestra ha rivoluzionato le strategie di marketing, svecchiando un testo del 1955. D’ora in poi, hanno sottolineato l’assessore Gianni Chessa e il capogruppo della Lega Dario Giagoni, «punteremo soprattutto sui social media e sui network televisivi, sono queste le frontiere più avanzate». Poi è stato approvato anche il «Registro regionale per i grandi eventi e le manifestazioni identitarie», che non saranno più confuse con le sagre paesane. Da quest’anno Sant’Efisio, i Candelieri, la Sartiglia e il Redentore, giusto per fare qualche esempio, potranno contare su una corsia preferenziale con finanziamenti esclusivi. Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha ribadito il concetto: «Dobbiamo dare sempre più forza alla nostra forte matrice culturale, è unica, per essere di nuovo competitivi appena il mercato del turismo uscirà dal tunnel della pandemia».

I contributi. Lo scontro fra maggioranza e opposizioni è stato soprattutto su come saranno concessi i finanziamenti per tutte le manifestazioni. Il click day continuerà a essere l’unica opzione possibile? «Smettiamola con questa brutalità, non tiene conto dei contenuti ma solo della velocità di una connessione», ha denunciato Salvatore Corrias del Pd. L’assessore ha replicato che qualche correzione sarà fatta: «Al più presto, con una delibera, definiremo meglio tempi e modi delle domande». È stato infine decisivo un emendamento presentato da Antonello Peru del gruppo Udc-Cambiamo. «Gli eventi rinviati nel 2020 – ha spiegato – potranno essere realizzati quest’anno». Chi beneficerà della proroga, però, non potrà partecipare al bando 2021, ma «avrà comunque la certezza di ottenere le risorse per allestire il cartellone annullato a causa della pandemia». Le opposizioni, con in testa Piero Comandini del Pd, hanno bocciato la procedura e anche gran parte della legge, definendole inutili. Dopo la conferma che l’assessore Chessa non ha nessuna intenzione di affidare le strategie di marketing al colosso pubblico-privato Dmo, «è un mostro burocratico, dobbiamo essere noi a gestirle», solo il centrodestra ha votato a favore della legge. (ua)

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