E Ussassai chiede l’aiuto delle Ong
di Giusy Ferreli
Il sindaco chiama Medici senza frontiere che risponde: ci spiace, facciamo altro
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USSASSAI. C’è chi, come la sindaca di Oniferi, vieta provocatoriamente di ammalarsi e chi, come il sindaco di Ussassai, si rivolge addirittura a Medici senza frontiere che, però, rispondono con un cortese ma inflessibile “ci dispiace, non possiamo”. Gli amministratori dei comuni rimasti senza medico di base ormai non sanno più a che santo votarsi. Lo sa bene anche Francesco Usai, primo cittadino del piccolo borgo ogliastrino che, ieri mattina, all’indomani della richiesta di avere, alla stregua dei paesi del terzo mondo, l’aiuto di Medici senza frontiere ha ricevuto la risposta dell’ong, attiva negli scenari più complessi del pianeta ma anche in Italia. «Capisco le difficoltà in cui vi trovate ma, purtroppo, noi non forniamo il tipo di assistenza da voi sollecitato. Attualmente abbiamo un progetto a Roma e uno a Palermo che vedono impegnate tutte le nostre risorse – scrive Michele Trainiti, direttore dei programmi dell’organizzazione, che augura una pronta soluzione del problema.
Quella soluzione che, invece, appare ancora molto lontana visto che al bando della Assl di Lanusei per reperire un medico per Ussassai (sei mesi di contratto) non ha partecipato nessuno e che le graduatorie regionali delle zone carenti riferite al 2018 e al 2019 non sono ancora state pubblicate nel Buras. Nulla si sa, inoltre, della dichiarazione di "zona disagiata" che, come da accordo tra Regione e medici di medicina generale del 2005, incentiverebbe i professionisti.
Nel piccolo paese dell’Ogliastra, popolato per la maggior parte da persone anziane che dal 2 gennaio non possono fare riferimento sull'importante figura sanitaria, tuttavia, non demordono. Fallito il tentativo di avere i medici dell’ong nell’ambulatorio di via Nazionale, aperto sinora solo una volta alla settimana grazie alla disponibilità di Angelo Pili, medico titolare a Lanusei, Usai chiama a raccolta i colleghi che si trovano nella stessa condizione per una mobilitazione senza precedenti.
«Mi rivolgo tutti i sindaci dei paesi che come Ussassai non hanno il medico: vi prego di contattarmi – dice il primo cittadino –. Non possiamo accettare che ci scippino il diritto alla salute». Finora Usai non ha lasciato nulla di intentato: dallo sciopero dello screening regionale anti Covid 19 alla mobilitazione di piazza con sit-in al valico di Arquerì sino all’accorato appello al rappresentante del Governo - il prefetto di Nuoro Luca Rotondi - al fine di ottenere l’invio dei medici militari.
Per ora, però, senza risultato. Chissà se la chiamata alle armi degli amministratori isolani sortirà qualche risultato concreto.
Quella soluzione che, invece, appare ancora molto lontana visto che al bando della Assl di Lanusei per reperire un medico per Ussassai (sei mesi di contratto) non ha partecipato nessuno e che le graduatorie regionali delle zone carenti riferite al 2018 e al 2019 non sono ancora state pubblicate nel Buras. Nulla si sa, inoltre, della dichiarazione di "zona disagiata" che, come da accordo tra Regione e medici di medicina generale del 2005, incentiverebbe i professionisti.
Nel piccolo paese dell’Ogliastra, popolato per la maggior parte da persone anziane che dal 2 gennaio non possono fare riferimento sull'importante figura sanitaria, tuttavia, non demordono. Fallito il tentativo di avere i medici dell’ong nell’ambulatorio di via Nazionale, aperto sinora solo una volta alla settimana grazie alla disponibilità di Angelo Pili, medico titolare a Lanusei, Usai chiama a raccolta i colleghi che si trovano nella stessa condizione per una mobilitazione senza precedenti.
«Mi rivolgo tutti i sindaci dei paesi che come Ussassai non hanno il medico: vi prego di contattarmi – dice il primo cittadino –. Non possiamo accettare che ci scippino il diritto alla salute». Finora Usai non ha lasciato nulla di intentato: dallo sciopero dello screening regionale anti Covid 19 alla mobilitazione di piazza con sit-in al valico di Arquerì sino all’accorato appello al rappresentante del Governo - il prefetto di Nuoro Luca Rotondi - al fine di ottenere l’invio dei medici militari.
Per ora, però, senza risultato. Chissà se la chiamata alle armi degli amministratori isolani sortirà qualche risultato concreto.
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