I medici rispondono alla sindaca: «Pronti a trasferirci a Oniferi»
Luca Urgu
La prima cittadina annuncia di aver ricevuto diverse disponibilità da professionisti di tutta Italia. «Mi hanno cercato radio e televisioni ma io non cerco pubblicità, voglio risolvere il nostro problema»
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ONIFERI. Se sono dottori, cureranno. Anche nel salto di Oniferi, di Sarule e in altri comuni scoperti della Barbagia. Medici che probabilmente optano per la tranquillità del paese come scelta di vita da fare con le proprie famiglie, in antitesi con il caos organizzato delle città. L’ordinanza provocatoria della sindaca di Oniferi, che due giorni fa ha vietato ai propri concittadini di ammalarsi perché nessuno li avrebbe curati dato che il piccolo centro di 900 abitanti non ha più un medico a pieno servizio, non è passata inosservata. Il provvedimento firmato dalla prima cittadina è stato ripreso da tutti i media: prima quelli regionali, poi quelli nazionali. Le trasmissioni di approfondimento televisive hanno fatto a gara per avere una sua intervista, così come importanti emittenti radiofoniche. L’eco dell’ordinanza è arrivata fino in Russia.
È la stessa sindaca a rivelarlo in un post sul suo profilo Facebook, dove oltre a raccontare l’inaspettato - almeno per lei - tam tam mediatico, dà anche la bella notizia, bellissima se venisse confermata nei prossimi giorni, di una serie di autocandidature di professionisti disposti a trasferirsi a Oniferi con un contratto a tempo indeterminato. «Mi stanno arrivando richieste di informazioni da parte di medici che, avendo sentito la mia intervista potrebbero fare la scelta di vita di mollare la città per trasferirsi in paese – racconta Stefania Piras –. Possibilità che si concretizzerebbe ovviamente se ai medici venisse proposto un incarico a tempo indeterminato, non di pochi mesi. La pietra lanciata nel lago non ha fatto solo rumore. «Mi dicono che è imminente la pubblicazione del bando per incarichi a tempo indeterminato di assistenza primaria, non solo per Oniferi, ma anche per gli altri comuni scoperti», continua la sindaca il cui telefono in queste ore ha squillato decisamente più del solito e da diverse latitudini, alcune nemmeno lontanamente ipotizzata alla vigilia di questa ordinanza volutamente paradossale. «Ho avuto tantissime richieste di partecipazione come ospite in reti nazionali per programmi come “Pomeriggio5” di Barbara D'Urso o Rai1 a “Oggi è un altro giorno”. Mentre scrivo sto rispondendo ad una tv russa che mi dice di aver ospitato anche Putin e che mi chiede di intervenire. Ho ricevuto inviti da tante radio locali e da altre più note come “Radio Capital”, “Radio24” e “Rai Radio2” nel programma Caterpillar. Alcuni inviti li ho accettati e ho parlato delle difficoltà incontrate in questo lungo periodo. Questo per dire che intendo continuare su questa strada per trovare una soluzione che sia una soluzione definitiva per il mio paese».
Non tutti gli inviti dei media sono stati accolti ma la sindaca si è riservata di scegliere a chi concedersi. «Ho rinunciato agli inviti di ospitate varie perché non ho bisogno di andare da Barbara D'Urso e poi non era questo l'intento. Credo di essere nel giusto e il fatto che mi abbia travolto l'affetto di tanti ne è la conferma. Nell'ultimo mese abbiamo avuto i decessi che di norma abbiamo in un anno. Penso che qualche morte forse si sarebbe potuta evitare. E lo dico con infinita amarezza. Sarò probabilmente io esagerata, impulsiva e testarda».
La sindaca di Oniferi è convinta che «i territori rurali vadano difesi in tutti i modi possibili. Non è una questione politica perché i problemi partono da molto lontano. Da quando le Usl sono diventate Aziende, da quando le scuole di specializzazione sono state tagliate senza una programmazione seria. Adesso siamo giunti al punto in cui non è più rinviabile l'attenzione di tutte le istituzioni. E se qualcuno si è sentito offeso dalla mia "pagliacciata" non mi scuso. Sto difendendo il territorio dove sono nata e dove spero possano nascere tanti altri barbaricini orgogliosi».
È la stessa sindaca a rivelarlo in un post sul suo profilo Facebook, dove oltre a raccontare l’inaspettato - almeno per lei - tam tam mediatico, dà anche la bella notizia, bellissima se venisse confermata nei prossimi giorni, di una serie di autocandidature di professionisti disposti a trasferirsi a Oniferi con un contratto a tempo indeterminato. «Mi stanno arrivando richieste di informazioni da parte di medici che, avendo sentito la mia intervista potrebbero fare la scelta di vita di mollare la città per trasferirsi in paese – racconta Stefania Piras –. Possibilità che si concretizzerebbe ovviamente se ai medici venisse proposto un incarico a tempo indeterminato, non di pochi mesi. La pietra lanciata nel lago non ha fatto solo rumore. «Mi dicono che è imminente la pubblicazione del bando per incarichi a tempo indeterminato di assistenza primaria, non solo per Oniferi, ma anche per gli altri comuni scoperti», continua la sindaca il cui telefono in queste ore ha squillato decisamente più del solito e da diverse latitudini, alcune nemmeno lontanamente ipotizzata alla vigilia di questa ordinanza volutamente paradossale. «Ho avuto tantissime richieste di partecipazione come ospite in reti nazionali per programmi come “Pomeriggio5” di Barbara D'Urso o Rai1 a “Oggi è un altro giorno”. Mentre scrivo sto rispondendo ad una tv russa che mi dice di aver ospitato anche Putin e che mi chiede di intervenire. Ho ricevuto inviti da tante radio locali e da altre più note come “Radio Capital”, “Radio24” e “Rai Radio2” nel programma Caterpillar. Alcuni inviti li ho accettati e ho parlato delle difficoltà incontrate in questo lungo periodo. Questo per dire che intendo continuare su questa strada per trovare una soluzione che sia una soluzione definitiva per il mio paese».
Non tutti gli inviti dei media sono stati accolti ma la sindaca si è riservata di scegliere a chi concedersi. «Ho rinunciato agli inviti di ospitate varie perché non ho bisogno di andare da Barbara D'Urso e poi non era questo l'intento. Credo di essere nel giusto e il fatto che mi abbia travolto l'affetto di tanti ne è la conferma. Nell'ultimo mese abbiamo avuto i decessi che di norma abbiamo in un anno. Penso che qualche morte forse si sarebbe potuta evitare. E lo dico con infinita amarezza. Sarò probabilmente io esagerata, impulsiva e testarda».
La sindaca di Oniferi è convinta che «i territori rurali vadano difesi in tutti i modi possibili. Non è una questione politica perché i problemi partono da molto lontano. Da quando le Usl sono diventate Aziende, da quando le scuole di specializzazione sono state tagliate senza una programmazione seria. Adesso siamo giunti al punto in cui non è più rinviabile l'attenzione di tutte le istituzioni. E se qualcuno si è sentito offeso dalla mia "pagliacciata" non mi scuso. Sto difendendo il territorio dove sono nata e dove spero possano nascere tanti altri barbaricini orgogliosi».
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