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Sapori di Sa tanca casalinghi per davvero Ussassai, bellissimo borgo tra i boschi: Sandro Deplano ha aperto un ristorante nella sala da pranzo di casa sua Nel menù: arrosti, culurgionis, malloreddus e ottimi vini

di Giusy Ferreli
Sapori di Sa tanca casalinghi per davvero Ussassai, bellissimo borgo tra i boschi: Sandro Deplano ha aperto un ristorante nella sala da pranzo di casa sua Nel menù: arrosti, culurgionis, malloreddus e ottimi vini

Un home restaurant nel cuore dell’Ogliastra, ad Ussassai, borgo di poco più di 500 anime considerato dal quotidiano inglese “The guardian” tra le località più belle al mondo e dove non si arriva per...

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Un home restaurant nel cuore dell’Ogliastra, ad Ussassai, borgo di poco più di 500 anime considerato dal quotidiano inglese “The guardian” tra le località più belle al mondo e dove non si arriva per caso. Qui un intraprendente trentenne ha deciso di aprire un ristorante nella cucina di casa sua.

L’home restaurant in salsa ussassese si chiama “Sa tanca” e ha aperto i battenti la scorsa estate nel bel mezzo della pandemia per volontà di Sandro Deplano, che nella vita di tutti i giorni lavora con una multinazionale spagnola come conduttore e manutentore delle acque reflue. Ma ha sempre sognato di servire i piatti della tradizione ogliastrina (e quindi antipati misti a base di salumi e formaggi locali, verdure sott’olio senza dimenticare is culurgionis nella variante ussassese con is malloreddus ed ancora l’arrosto di manzo, pecora e maialetto senza dimenticare il vino di produzione propria) non solo ad amici e conoscenti ma anche ad un pubblico più vasto.

«Mi piace ospitare e far sentire a casa il prossimo. Questo – racconta Sandro – mi ha portato a realizzare un progetto che avevo in mente già da tempo». A casa Deplano c’è un grande tavolo al centro della stanza che quotidianamente accoglie(va) amici e parenti, nelle pareti bianche ci sono vecchi utensili. In questa cucina la scorsa estate in tanti hanno potuto assaggiare il tipico pasto ogliastrino. «Mi piace pensare che chi viene ospitato qui possa fare un tuffo nelle nostre tradizioni». Nei mesi in cui era possibile muoversi liberamente tanti turisti arrivati ad Ussassai in cerca di pace e relax hanno fatto tappa a “Sa tanca”. Tanti cagliaritani ma anche molti stranieri: tedeschi, francesi e qualche spagnolo.

«L’home restaurant è una tendenza nata nel 2006 con i guerrilla restaurant a New York, per poi diffondersi nel 2009 anche nel Regno Unito. Grazie ai social questa moda si è estesa a macchia d’olio. La parola chiave del mio home restaurant – sottolinea il giovane di Ussassai – è far sentire a casa il prossimo ed è per questo che scegliamo di ospitare un numero ridotto di persone con le quali instaurare un rapporto che va oltre la cena». Sono tantissimi gli ospiti che tutt’ora, tramite social, continuano a rimanere in contatto con la famiglia Deplano in attesa di tempi migliori.

Dietro questa avventura – che poi è l’unica attività d ristorazione di Ussassai – c’è il piglio deciso della madre di Sandro.

«Ciò che mettiamo in tavola – racconta lui – sono i piatti frutto di ricette tipiche della tradizione ussassese, preparate con cura e dedizione da mia madre. Se non fosse stato per la mia famiglia e in particolare per mia madre Maddalena questo progetto non sarebbe decollato. Infatti è lei che si occupa di preparare i vari piatti tipici mettendo in pratica tutto il suo sapere e servendoli con tutto l’amore tipico di una mamma». Cosa piaccia di più agli ospiti di “Sa tanca” è difficile da dire.

«Non saprei eleggere il piatto più apprezzato dai nostri ospiti. Sicuramente quello che si evince dai loro commenti è il piacere di riscoprire i gusti del passato, i profumi della terra, il gusto della carne di produzione propria, i prodotti lavorati a mano e cucinati nel forno a legno» osserva il ristoratore a domicilio che guarda al futuro di una comunità che paga lo scotto dell’isolamento e dello spopolamento, fenomeni tipici delle zone interne.

«Voglio credere che questo mio progetto sia un più per Ussassai. Credo fortemente nelle potenzialità dei nostri boschi incontaminati i quali – è la sua conclusione – meritano di essere valorizzati in modo da poter costruire un vero e proprio turismo montano».

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