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una rapina finita in tragedia 

Sorprese i due malviventi in casa: legato e imbavagliato, morì soffocato

Sorprese i due malviventi in casa: legato e imbavagliato, morì soffocato

SORGONO. Una rapina finita nel sangue. Senza nessun colpevole. Questa, sinora, è la storia di quanto accaduto a Sorgono quattro anni fa in una notte di febbraio quando il gioielliere Giuseppe Manca...

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SORGONO. Una rapina finita nel sangue. Senza nessun colpevole. Questa, sinora, è la storia di quanto accaduto a Sorgono quattro anni fa in una notte di febbraio quando il gioielliere Giuseppe Manca sorprese dentro casa i banditi che lo legarono e imbavagliarono provocandone la morte. Allora, gli investigatori intervenuti nella scena del delitto in seguito all’allarme dato dalla donna delle pulizie, erano certi che i malviventi entrati in azione la sera del 6 febbraio fossero almeno due. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i rapinatori, entrati da un portoncino nel retro dell’edificio e colti di sorpresa dal commerciante, decisero di legarlo ad una sedia con le fascette da elettricista e di stringere un bavaglio intorno alla bocca e al naso sino a farlo soffocare. Prima però misero a soqquadro la gioielleria a pianterreno, trafugando gioielli, pietre preziose e orologi di marca. Le indagini dopo un primo intervento dei carabinieri della Compagnia di Tonara, costretti con i vigili del fuoco a buttare giù la porta d’ingresso, chiusa dall’interno, vennero seguite dai militari del reparto operativo del Comando provinciale di Nuoro.

I carabinieri passarono al setaccio la gioielleria e l'abitazione del gioielliere cercando in quelle stanze ogni elemento che potesse essere utile all'indagine. Ogni traccia lasciata dagli assassini poteva rivelarsi decisiva: la speranza era quella di assicurare rapidamente i responsabili alla giustizia. A poche ore dal rinvenimento del corpo dello sventurato gioielliere arrivò da Cagliari anche una squadra dei Ris. Gli specialisti dell’Arma, bardati di tutto punto per non contaminare la scena del crimine, cercarono con la loro sofisticata strumentazione impronte e tracce biologiche lasciate dagli assassini.

L'inchiesta sulla morte di Giuseppe Manca venne coordinata al sostituto procuratore di Oristano, Armando Mammone che dispose l'esame autoptico per risalire all'ora esatta del decesso del gioielliere di Sorgono. Gli investigatori acquisirono anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza che si trovavano all'esterno della gioielleria e quelli della filiale del Banco di Sardegna, in corso IV Novembre.

Nelle strade vicine vennero svuotati i cassonetti alla ricerca della refurtiva. Ulteriori sopralluoghi vennero eseguiti nei giorni successivi e ci fu persino una richiesta degli investigatori ai possibili testimoni. «Se qualcuno ha notato qualche persona sospetta in paese nei giorni scorsi, parli» fu l'accorato appello dei carabinieri del reparto operativo di Nuoro.

In quei giorni la sensazione era improntata a un cauto ottimismo e in molti pensavano che i malviventi avessero le ore contate. Così, invece, non è stato. E così a quattro anni distanza dal delitto i parenti di Giuseppe Manca chiedono che le indagini vadano avanti per arrivare alla verità. (g.f.)

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