Il pestaggio di Filippo, venerdì gli interrogatori
Saranno sentiti i primi 2 dei 6 minorenni indagati. Nominato il perito che esaminerà telefoni e video
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ARZACHENA. Saranno interrogati venerdì i primi due dei sei ragazzi, quasi tutti minorenni, indagati per il brutale pestaggio di Filippo, il clochard 54enne di Arzachena, trovato morto nel parcheggio-rifugio di un market pochi giorni prima di Natale. I magistrati inquirenti hanno anche già nominato il perito, Giancarlo Rosa, che dovrà visionare i video e passare al setaccio i telefonini sequestrati ai membri della baby gang. L’incarico ufficiale sarà conferito mercoledì.
Tutto lascia supporre che i primi indagati ad essere interrogati dai magistrati non siano i picchiatori del branco, piuttosto gli “osservatori”, uno dei quali si sarebbe presentato spontaneamente in caserma ad Arzachena qualche giorno fa per confessare la sua appartenenza al gruppo. I carabinieri neppure l’avevano preso in considerazione nell’indagine, ma da quel giorno è indagato anche lui.
Gli interrogatori e la nomina del perito sono primi passi “allo scoperto” dell’inchiesta condotta dalle procure di Tempio e del tribunale dei minori di Sassari, che sinora hanno lavorato con il massimo riserbo. Si procede per lesioni e percosse e proprio il lavoro del perito ora diventa fondamentale per il proseguo dell’indagine. Infatti, sarebbero stati i video veicolati sul web a mettere in moto l’inchiesta. Per ora ce ne sono almeno tre in giro da un telefonino all’altro e il perito accerterà se si tratta di video diversi, cioè girati in diverse circostanze, oppure se sono spezzoni di un unico filmato.
Il clochard Filippo (il vero nome è Abdellah Bequeawi, 54 anni, origini marocchine, viveva ad Arzachena da oltre trent’anni. La sua morte per “sospetto infarto” (così è scritto nel referto medico) ha colpito tutti e suscitato profondo dolore. Ma è niente in confronto alla rabbia e all’indignazione quando è apparso il primo video (girato una ventina di giorni prima della morte) che mostra in tutta la sua brutalità il trattamento che gli riservava la baby gang del parcheggio Eurospin. Colpi proibiti, violentissimi, bruciature, umiliazioni di ogni genere. Tutto rigorosamente filmato per poter dimostrare chissà quale prova di coraggio. il peggio che si può immaginare per un uomo mite e indifeso. (m.b.)
Tutto lascia supporre che i primi indagati ad essere interrogati dai magistrati non siano i picchiatori del branco, piuttosto gli “osservatori”, uno dei quali si sarebbe presentato spontaneamente in caserma ad Arzachena qualche giorno fa per confessare la sua appartenenza al gruppo. I carabinieri neppure l’avevano preso in considerazione nell’indagine, ma da quel giorno è indagato anche lui.
Gli interrogatori e la nomina del perito sono primi passi “allo scoperto” dell’inchiesta condotta dalle procure di Tempio e del tribunale dei minori di Sassari, che sinora hanno lavorato con il massimo riserbo. Si procede per lesioni e percosse e proprio il lavoro del perito ora diventa fondamentale per il proseguo dell’indagine. Infatti, sarebbero stati i video veicolati sul web a mettere in moto l’inchiesta. Per ora ce ne sono almeno tre in giro da un telefonino all’altro e il perito accerterà se si tratta di video diversi, cioè girati in diverse circostanze, oppure se sono spezzoni di un unico filmato.
Il clochard Filippo (il vero nome è Abdellah Bequeawi, 54 anni, origini marocchine, viveva ad Arzachena da oltre trent’anni. La sua morte per “sospetto infarto” (così è scritto nel referto medico) ha colpito tutti e suscitato profondo dolore. Ma è niente in confronto alla rabbia e all’indignazione quando è apparso il primo video (girato una ventina di giorni prima della morte) che mostra in tutta la sua brutalità il trattamento che gli riservava la baby gang del parcheggio Eurospin. Colpi proibiti, violentissimi, bruciature, umiliazioni di ogni genere. Tutto rigorosamente filmato per poter dimostrare chissà quale prova di coraggio. il peggio che si può immaginare per un uomo mite e indifeso. (m.b.)
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