La Nuova Sardegna

«C’era un basista che conosceva la vittima»

«C’era un basista che conosceva la vittima»

Capire il contesto nel quale avvenne l’omicidio di Giuseppe Manca (nella foto) è fondamentale per il procuratore Ezio Domenico Basso. Sono proprio questi aspetti che rafforzano il suo pensiero sul...

1 MINUTI DI LETTURA





Capire il contesto nel quale avvenne l’omicidio di Giuseppe Manca (nella foto) è fondamentale per il procuratore Ezio Domenico Basso. Sono proprio questi aspetti che rafforzano il suo pensiero sul mancato aiuto e sul muro di omertà che avrebbe bloccato il lavoro degli inquirenti: «La casa è in pieno centro a Sorgono, non in un luogo isolato, e chi ha agito conosceva benissimo ogni dettaglio del luogo e le abitudini di Giuseppe Manca». Gli assassini non erano entrati dalla porta principale, ma da un ingresso secondario tutt’altro che blindato che si trovava sul retro. Da lì si erano ritrovati all’interno di una corte, quindi da una casa confinante erano saliti sul balcone dell’abitazione della vittima. «Vuol dire che era tutto studiato nel dettaglio – prosegue il procuratore –. Significa che ad agire è stato qualcuno che conosceva benissimo quel luogo e allora, per logica, mi viene da pensare che almeno il basista fosse del paese oppure che fosse una persona che con la vittima avesse una frequentazione. Ebbene, non ci è arrivata una sola indicazione che potesse metterci sulla pista giusta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative