Copagri: nuovo Psr, l’isola può avere più risorse
«Fondi agricoli, si rifiutino i vecchi criteri di ripartizione: siamo Obiettivo 1 e c’è l’intesa sull’insularità»
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SASSARI. Le organizzazioni agricole sono state convocate dall'assessora all'agricoltura Gabriella Murgia per discutere sui ritardi nelle procedure di approvazione delle linee del Psr (Programma di sviluppo rurale), che hanno spinto la commissione europea ad autorizzare con un regolamento tutti gli Stati membri a procedere con una proroga di due anni, assegnando a ciascuno dei fondi sulla falsariga degli impegni della programmazione 2014-20. «L’assessorato – spiega il presidente di Copagri Sardegna, Ignazio Cirronis – ha ipotizzato cosa possa spettare all’isola tenendo conto dei criteri storici e delle suddivisioni precedenti: secondo questo calcolo alla Sardegna spetterebbero risorse Fears per 199,8 milioni di euro e Next generation Eu per 60,7 milioni per un totale di 260.573 euro. Cui si sommeranno i cofinanziamenti statale e regionale; secondo una simulazione dell'assessorato si arriverebbe a 420 milioni per questi due anni».
Per Copagri però occorre considerare il 2021-22 non come proroga, ma come inizio del nuovo Psr che sarebbe dovuto partire dal 1° gennaio 2021. E ritiene che la Regione debba rifiutare l’adozione dei criteri storici per la ripartizione, come vorrebbero le regioni del sud: «In primo luogo – dice Pietro Tandeddu, direttore – perché è rientrata all’interno dell’Obiettivo 1 (regioni in ritardo di sviluppo); quindi, perché è necessario rivendicare un’attenzione specifica “in ragione degli svantaggi geografici e naturali legati all’insularità”, principio riconosciuto dallo Stato in sede di intesa Stato-Regioni del 2006, che portò a una quota superiore di cofinanziamento nazionale nel 2007-13; principio non rivendicato dalla giunta Cappellacci per il 2014-20. Sarebbe poi opportuno ridurre al minimo le risorse da attribuire ad una gestione diretta del governo, dato che le Regioni hanno competenza primaria in agricoltura. Da non trascurare l’ipotesi di cofinanziamento statale anche per la quota Next generation, che parrebbe non previsto». Per Copagri quindi le risorse possibili sarebbero decisamente superiori.
La Regione ha chiesto consigli su come impiegare le risorse. Per Copagri occorre puntare, più che sulle misure a superficie (che assorbirebbero i tre quarti dei fondi) e su interventi limitati (per cui si potrebbero usare risorse regionali), su un rafforzamento di quelle atte ad aumentare il grado di competitività complessivo delle imprese agricole, con nuovi bandi che tengano conto delle esigenze emerse nel frattempo. Attenzione particolare dovrebbe essere dedicata al “Pacchetto Giovani” e a nuovi settori che vedono oggi un particolare interesse da parte degli agricoltori, come, ad esempio, la mandorlicoltura e la coltivazione della canapa. E poi la burocrazia: «Una veloce programmazione e una rapida spesa delle risorse sono strettamente legate all’efficienza dell’organismo pagatore regionale, Argea» sulla cui situazione si chiede alla Murgia di riferire in un apposito incontro. (antonello palmas)
Per Copagri però occorre considerare il 2021-22 non come proroga, ma come inizio del nuovo Psr che sarebbe dovuto partire dal 1° gennaio 2021. E ritiene che la Regione debba rifiutare l’adozione dei criteri storici per la ripartizione, come vorrebbero le regioni del sud: «In primo luogo – dice Pietro Tandeddu, direttore – perché è rientrata all’interno dell’Obiettivo 1 (regioni in ritardo di sviluppo); quindi, perché è necessario rivendicare un’attenzione specifica “in ragione degli svantaggi geografici e naturali legati all’insularità”, principio riconosciuto dallo Stato in sede di intesa Stato-Regioni del 2006, che portò a una quota superiore di cofinanziamento nazionale nel 2007-13; principio non rivendicato dalla giunta Cappellacci per il 2014-20. Sarebbe poi opportuno ridurre al minimo le risorse da attribuire ad una gestione diretta del governo, dato che le Regioni hanno competenza primaria in agricoltura. Da non trascurare l’ipotesi di cofinanziamento statale anche per la quota Next generation, che parrebbe non previsto». Per Copagri quindi le risorse possibili sarebbero decisamente superiori.
La Regione ha chiesto consigli su come impiegare le risorse. Per Copagri occorre puntare, più che sulle misure a superficie (che assorbirebbero i tre quarti dei fondi) e su interventi limitati (per cui si potrebbero usare risorse regionali), su un rafforzamento di quelle atte ad aumentare il grado di competitività complessivo delle imprese agricole, con nuovi bandi che tengano conto delle esigenze emerse nel frattempo. Attenzione particolare dovrebbe essere dedicata al “Pacchetto Giovani” e a nuovi settori che vedono oggi un particolare interesse da parte degli agricoltori, come, ad esempio, la mandorlicoltura e la coltivazione della canapa. E poi la burocrazia: «Una veloce programmazione e una rapida spesa delle risorse sono strettamente legate all’efficienza dell’organismo pagatore regionale, Argea» sulla cui situazione si chiede alla Murgia di riferire in un apposito incontro. (antonello palmas)
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