I navigator incassano il sostegno della Regione
A fine aprile scadranno i 18 mesi di contratto, la Sardegna chiederà la proroga delle assunzioni
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CAGLIARI. I navigator hanno scoperto di non avere un futuro. A fine aprile scadrà il loro ingaggio dopo 18 mesi al servizio del «reddito di cittadinanza», che invece dovrebbe andare avanti fino al 2022. L’altro giorno sono scesi in piazza, per sollecitare non solo la proroga del contratto, tra l’altro già chiesta più volte al vecchio Governo, vorrebbero soprattutto «essere rispettati dopo quanto abbiamo fatto e il vero spreco sarebbe mandarci a casa». Assunti per abbattere il muro della disoccupazione, con 30mila pratiche avviate in Sardegna e molte con successo, non vogliono essere messi da parte. I sindacati sono scesi al loro fianco in quella che è una protesta nazionale. «Chiediamo attenzione per queste figure professionali specializzate. Hanno avuto un ruolo fondamentale per il rilancio delle politiche attive del lavoro e saranno necessari in futuro visti gli effetti devastanti scatenati dalla pandemia», hanno scritto Cgil, Cisl e Uil in un comunicato. Con la domanda crescente di sostegno all’orientamento e al reimpiego, i navigator sono ormai un punto di riferimento nei Centri per l’impiego. Se ad aprile «saranno messi alla porta, «rischiamo di abbandonare al loro destino troppi vecchi e nuovi e disoccupati in cerca di un lavoro», è il senso dell’appello dei sindacati. La politica lo ha raccolto. Per il M5s i navigator sono ormai «il crocevia delle sempre più necessarie politiche per il lavoro». A scendere in campo sono stati anche il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais e l’assessora al lavoro Alessandra Zedda: «Nella prossima conferenza Stato-Regioni, la Sardegna solleciterà la proroga del contratto per i navigator».
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