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Indagini difficili se nessuno aiuta gli inquirenti

Indagini difficili se nessuno aiuta gli inquirenti

Una protesta civile, un lenzuolo bianco appeso sopra la serranda della gioielleria “Cose belle”, teatro dell’efferato omicidio consumato nella notte tra il 6 ed il 7 febbraio di quattro anni fa, con...

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Una protesta civile, un lenzuolo bianco appeso sopra la serranda della gioielleria “Cose belle”, teatro dell’efferato omicidio consumato nella notte tra il 6 ed il 7 febbraio di quattro anni fa, con scritto “giustizia per Giuseppe" ha rinfocolato l'annoso dibattito sull'omertà che caratterizzerebbe le dinamiche criminose della Sardegna. A quel "chi sa parli", ricorda il procuratore capo di Oristano, Ezio Domenico Basso, nessuno a Sorgono ha risposto. E a vedere la lunga lista di delitti impuniti sono tanti gli appelli caduti nel vuoto. "Non sempre - detto Basso all'indomani dell'appello di Maria Murgia - alla soluzione di un omicidio si può arrivare solo con le prove e gli elementi raccolti sul luogo del delitto. Sono in Sardegna da cinque anni e le dinamiche di questo delitto sono molto simili a quelle degli omicidi da muretto a secco, dove il primo vero problema, per chi indaga e ha pochi elementi sui quali basarsi, è che chi sa qualcosa non parla".

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