consiglio regionale
Via libera alla Finanziaria Recovery, confronto in aula
CAGLIARI. Una Finanziaria tecnica ancora più leggera del previsto, con la sterilizzazione degli annunciati 25 milioni per l’emergenza economica post Covid, e soprattutto l’impegno trasversale che fra...
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CAGLIARI. Una Finanziaria tecnica ancora più leggera del previsto, con la sterilizzazione degli annunciati 25 milioni per l’emergenza economica post Covid, e soprattutto l’impegno trasversale che fra pochi giorni il Consiglio regionale sarà coinvolto nel dibattito sul Recovery fund. L’accordo è stato rifatto. All’indomani di un martedì vissuto ad alta tensione, i mediatori sono riusciti a mettere all’angolo gli ultimi dispettosi guastatori. Il centrodestra e le opposizioni hanno smesso di litigare, evitando così anche un possibile e sempre pericoloso blocco contabile. Martedì la Finanziaria sarà approvata e mercoledì, in aula, il governatore Christian Solinas presenterà le sue proposte su come «la Regione vorrebbe investire i fondi straordinari dell’Unione europea».
Finanziaria. Gli ultimi ostacoli sono stati superati e ora il via liberà è una certezza. La bozza tecnica è diventata ufficiale dopo che, nell’aula della commissione bilancio, maggioranza e opposizioni hanno deciso di stralciare gran parte del pacchetto «Fondo Sardegna» e quindi i 25 milioni in tutto per le imprese e il lavoro. Non perché non fosse urgente, la crisi economica purtroppo è sempre più un incubo quotidiano, ma perché «è necessario calibrare ancora meglio questi finanziamenti, liberandoli di quella burocrazia che finora ne ha rallentato l’efficacia». Ed è proprio questo il senso del nuovo accordo bipartisan, con la certezza che «in tempi molto rapidi il pacchetto sarà riproposto con una legge dedicata» . Una soluzione poi condivisa anche con Cgil, Cisl e Uil: «È giusto che l’emergenza economica – si legge in un comunicato – sia affrontata con un provvedimento specifico, ma pretendiamo il massimo della velocità».
Recovery fund. Dopo le «nostre ultime sollecitazioni, cadute nel vuoto, siamo riusciti a spazzare via la nebbia in cui finora erano rimasti avvolti i progetti da inserire nel piano Next generation per la ripresa». È stato questo il primo commento di Massimo Zedda, Progressisti, e Cesare Moriconi, Pd, dopo l’annuncio del capogruppo sardista, Franco Mula, che «il governatore ha confermato di essere pronto a confrontarsi sulle richieste che la Sardegna dovrà all’Europa». Tra l’altro proprio in queste ore, sempre nell’aula della commissione bilancio, anche Confindustria e Confapi non hanno avuto incertezze nel ribadire che «il Recovery è un’occasione irripetibile e quindi i finanziamenti in arrivo dall’Europa dovranno essere utilizzati per azzerare lo storico ritardo della Sardegna nelle infrastrutture». A questo punto è evidente che mercoledì saranno rimessi in discussione tutti i 206 progetti inviati a dicembre dalla Regione al governo Conte. La svolta potrebbe essere quella auspicata da più parti: concentrare i 7,6 miliardi del Recovery in tre o quattro interventi di grande respiro. Soprattutto perché presto sarà proprio questa la «rivoluzione progettuale» che il prossimo governo Draghi solleciterà alle Regioni. Almeno sulla carta neanche in Consiglio regionale dovrebbe essere troppo complicato imboccare la «nuova strada maestra». I segnali positivi ci sono già visti anche sulle colonne della Nuova Sardegna, con lo scambio di lettere fra Christian Solinas e Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, primo partito d’opposizione. Per entrambi è indispensabile «dare sostanza a un’immediata azione bipartisan sul Recovery fund vista la particolare congiuntura storica, economica e sociale». In attesa del dibattito in aula, nel confronto si sono inseriti anche i Progressisti, con questa proposta: «Costituire una cabina di regia, aperta alle forze sociali, per condividere strategie e obiettivi». Infine non va neanche dimenticato che di recente è stato proprio il Psd’Az, con Elena Fancello e Giovanni Satta, a sollecitare «l’avvio immediato dei lavori di una commissione speciale, per individuare quei progetti oggi necessari al rilancio economico e sociale della Sardegna». (ua)
Finanziaria. Gli ultimi ostacoli sono stati superati e ora il via liberà è una certezza. La bozza tecnica è diventata ufficiale dopo che, nell’aula della commissione bilancio, maggioranza e opposizioni hanno deciso di stralciare gran parte del pacchetto «Fondo Sardegna» e quindi i 25 milioni in tutto per le imprese e il lavoro. Non perché non fosse urgente, la crisi economica purtroppo è sempre più un incubo quotidiano, ma perché «è necessario calibrare ancora meglio questi finanziamenti, liberandoli di quella burocrazia che finora ne ha rallentato l’efficacia». Ed è proprio questo il senso del nuovo accordo bipartisan, con la certezza che «in tempi molto rapidi il pacchetto sarà riproposto con una legge dedicata» . Una soluzione poi condivisa anche con Cgil, Cisl e Uil: «È giusto che l’emergenza economica – si legge in un comunicato – sia affrontata con un provvedimento specifico, ma pretendiamo il massimo della velocità».
Recovery fund. Dopo le «nostre ultime sollecitazioni, cadute nel vuoto, siamo riusciti a spazzare via la nebbia in cui finora erano rimasti avvolti i progetti da inserire nel piano Next generation per la ripresa». È stato questo il primo commento di Massimo Zedda, Progressisti, e Cesare Moriconi, Pd, dopo l’annuncio del capogruppo sardista, Franco Mula, che «il governatore ha confermato di essere pronto a confrontarsi sulle richieste che la Sardegna dovrà all’Europa». Tra l’altro proprio in queste ore, sempre nell’aula della commissione bilancio, anche Confindustria e Confapi non hanno avuto incertezze nel ribadire che «il Recovery è un’occasione irripetibile e quindi i finanziamenti in arrivo dall’Europa dovranno essere utilizzati per azzerare lo storico ritardo della Sardegna nelle infrastrutture». A questo punto è evidente che mercoledì saranno rimessi in discussione tutti i 206 progetti inviati a dicembre dalla Regione al governo Conte. La svolta potrebbe essere quella auspicata da più parti: concentrare i 7,6 miliardi del Recovery in tre o quattro interventi di grande respiro. Soprattutto perché presto sarà proprio questa la «rivoluzione progettuale» che il prossimo governo Draghi solleciterà alle Regioni. Almeno sulla carta neanche in Consiglio regionale dovrebbe essere troppo complicato imboccare la «nuova strada maestra». I segnali positivi ci sono già visti anche sulle colonne della Nuova Sardegna, con lo scambio di lettere fra Christian Solinas e Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, primo partito d’opposizione. Per entrambi è indispensabile «dare sostanza a un’immediata azione bipartisan sul Recovery fund vista la particolare congiuntura storica, economica e sociale». In attesa del dibattito in aula, nel confronto si sono inseriti anche i Progressisti, con questa proposta: «Costituire una cabina di regia, aperta alle forze sociali, per condividere strategie e obiettivi». Infine non va neanche dimenticato che di recente è stato proprio il Psd’Az, con Elena Fancello e Giovanni Satta, a sollecitare «l’avvio immediato dei lavori di una commissione speciale, per individuare quei progetti oggi necessari al rilancio economico e sociale della Sardegna». (ua)
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